Pavia, la sfida di Fossati «Scusa, ma devo batterti»

di Claudio Malvicini wPAVIA Una pavese contro Pavia. Nel match di domani a Recanati la squadra di Massimiliano Baldiraghi si troverà di fronte Roberto Fossati, play-guardia nato e cresciuto cestisticamente a Pavia. Saranno 15 anni che non gioco al palaRavizza, dai tempi delle giovanili e dell'Annabella – dice il 33enne, la cui famiglia abita a 500 metri dall'impianto di via Treves –. Mi sarebbe piaciuto venirci a giocare con Recanati, ma la formula della LegaTre me lo impedisce. Le squadre delle conference del Sud giocano una sola volta con quelle del Nord e il calendario ha previsto che la sfida di domani si giochi nelle Marche. Recanati ha perso le prime due partite, in casa con Torino (57-71) e a Trento (92-78), e domani cercherà di rompere il ghiaccio. Dobbiamo salvarci e vogliamo cominciare a vincere – spiega Fossati, che gioca in media 24 minuti a partita (con 6 punti) –. Pavia è una grande squadra. Conosco molti di loro visto che Pederzini nella scorsa stagione giocava a Recanati e un anno fa mi sono allenato due mesi con la squadra di Baldiraghi prima di trovare un ingaggio. Fossati ha lasciato Pavia a 19 anni: prima Serravalle in C2, poi Siziano in C1, Olbia (B2 e B1), Atri (B2 e B1), una stagione a Voghera (B2), Trento (B2 e B1) e San Severo. Mi piacerebbe un giorno giocare con la maglia di Pavia – spiega –. Nel 2003, con Martelossi in LegaDue, Bianchi mi cercò, ma scelsi di restare in B per giocare di più. L'estate scorsa invece mi ha chiamato "Cico" Sacchi per portarmi al Bridge (serie C). Io poi ho scelto la LegaTre, ma mi ha fatto piacere l'offerta. Fossati ha trovato un ingaggio in LegaTre, ma a molti senior non è successo perché il loro spazio è stato occupato dagli under 22. Con tutti questi under nelle rose delle squadre, per legge e non per merito, il livello del terzo campionato nazionale è sceso – dice il pavese – e l'anno prossimo sarà peggio visto che diventeranno sei. Non è così che si aiuta i giovani a crescere. Che partita si aspetta? La forza di Pavia è il gruppo e le squadre di Baldiraghi tengono sempre un gran ritmo e puntano molto sulla difesa – dice Fossati –. Mi aspetto raddoppi a metà e pressing, ma anche Recanati gioca ad alti ritmi. Alla fine vincerà chi è più in forma. A Trento siamo partiti male, con Pavia vogliamo invertire la tendenza – spiega Marcello Chiodoni, direttore sportivo di Recanati –. Sappiamo che non sarà facile perché Pavia ha un quintetto forte e una panchina di qualità. E in più ha Pederzini, che non abbiamo potuto tenere perché non sapevamo se saremmo stati ripescati. Vedendo le prime uscite, è stato meglio per Pavia.