Festa in musica per il dipinto restaurato

Apre oggi al pubblico, presso lo Spazio per le Arti Figurative del Palazzo del Broletto di Pavia, la mostra "Fratelli d'Italia - 150° dell'Unità d'Italia celebrato per immagini", promossa e organizzata da Regione Autonoma della Sardegna-Assessorato del Lavoro, Circolo Culturale Sardo "Logudoro" e FASI (Federazione Associazioni Sarde in Italia). In occasione della ricorrenza del 150° Anno dell'Unità d'Italia, la FASI, che raccoglie 70 circoli dei Sardi in rappresentanza dei circa 350 mila residenti nella Penisola, in accordo con la Regione Autonoma della Sardegna, ha deciso di partecipare alle celebrazioni dell'evento con una mostra che raccoglie alcuni avori presentati ad concorso internazionale a premi riservato a illustratori, autori satirici e cartonist. presenza di sardi. A Pavia fino al 16 ottobre, la mostra è a ingresso libero e rimane aperta tutti i giorni dalle 15.30 alle 18.30, sabato e domenica anche dalle 9 alle 12. PAVIA S'intitola "Musica e Pittura" il concerto d'organo che si terrà lunedì sera alle 21 nella Basilica di San Salvatore (San Mauro, via Riviera) per la presentazione del restauro del dipinto del San Giovanni Battista. Realizzato in circa tre mesi di lavoro, il recupero dell'opera - voluto da Don Franco Tassone, parroco di San Salvatore, in accordo con la Soprintendenza e curato dallo studio pavese dell'Architetto Carlo Maffeis - restituisce ai pavesi un dipinto che, nella sua versione ripulita dalla patina del tempo e dei fumi delle candele, rappresenta il pretesto per ripercorrere la storia della Basilica di San Salvatore e del perché, presso i pavesi, la chiesa sia più conosciuta come San Mauro. Collocato dalla Soprintendenza in ambito pavese, in una datazione fra il 1590 e il 1610, il dipinto del San Giovanni Battista sembra appartenere alla corrente tardo-manierista lombarda (come testimoniano l'uso dei colori e l'anatomia un po' forzata), entro il cui panorama sono attivi artisti come Camillo Landriani detto il Duchino (1560 – 1618), al quale l'autore anonimo del San Giovanni Battista si avvicina molto, tanto da non poter escludere un rapporto di discepolato o conoscenza diretta. Originariamente posizionata nella prima cappella destra all'entrata della chiesa, l'opera trova ora posto nella bella cappella di San Martino (anch'essa attualmente in restauro), dove agli inizi degli anni '70 è stato ricollocato il fonte battesimale. Secondo l'iconografia tradizionale, San Giovanni è vestito di un abito povero da eremita fatto di pelliccia e regge la croce astile su cui è avvolto un cartiglio con l'iscrizione "Ecce agnus Dei", parole che il profeta e martire pronunciò quando vide Gesù e da cui deriva l'agnello che l'accompagna, principale attributo iconografico del dipinto. E' un olio su tela di dimensioni importanti (175 x 110) – spiega Caterina Meffeis, che con il padre ha personalmente seguito il restauro –. Era in un pessimo stato di conservazione anche a causa del fatto che la tela era stata incollata e inchiodata lungo i bordi ad un telaio ligneo che, non consentendo assestamenti, ha causato piegature e lacerazioni. C'erano inoltre cadute e sollevamenti del colore e la superficie pittorica era offuscata da una patina giallastra per gli strati sovrapposti di vernici alterate. Oltre aver ripulito il dipinto dalla patina, ripristinato il colore con piccole puntinature cromatiche - ricreate artigianalmente con pigmenti in polvere opportunamente miscelate con vernici e colle, secondo il ricettario di Benvenuto Cellini (1500-1571) – così che gli interventi di colore potessero integrarsi con il preesistente, lo Studio Maffeis ha eseguito la rintelaiatura del quadro, con un telaio ligneo dotato di biette (incastri angolari mobili) che permettono alla tela di assestarsi e deformarsi negli anni. In occasione della riconsegna a San Salvatore del San Giovanni Battista, Maria Cecilia Farina eseguirà all'organo F.lli Lingiardi (1910) un concerto di musiche di Johann Sebastian Bach (Preludio e tripla fuga in Mi bemolle maggiore,dallaClavieru¨bung, parte terza, BWV 552), Alexandre Guilmant (Offertoire, Ave Maria), Marco Enrico Bossi (Marcia festiva, Chant du soir) e di nuovo Johann Sebastian Bach (Toccata e fuga in re minore, BWV 565). Marta Pizzocaro