In coma dopo intervento chirurgico, via alla causa civile
TORREVECCHIA PIA Un'operazione di appendicectomia come tante altre. Sara Ippolito, una ragazza di 16 anni di Torrevecchia Pia, esce dalla sala operatoria, riesce a parlare per alcune ore con i genitori, poi si aggrava, tra crisi di vomito e difficoltà respiratorie. Subisce tre arresti cardiaci e finisce in coma, in stato vegetativo. L'operazione è del gennaio dello scorso anno ma la causa civile in tribunale a Lodi si è aperta solo ieri: l' intervento era avvenuto all'ospedale Predabissi di Vizzolo, che fa capo all' Azienda ospedaliera di Melegnano. Il processo civile si apre mentre, sul piano penale, le indagini non sono ancora chiuse. Non sono nemmeno arrivate risposte dalla Regione Lombardia né dal governo, dopo che era stata presentata un'interrogazione parlamentare. Nella causa civile tutte le parti si sono costituite: oltre ai genitori, che si sono affidati all'avvocato Claudio Santandrea di Milano, le assicurazioni dei tre medici citati, l'Azienda ospedaliera di Melegnano e la sua assicurazione. Non è ancora chiaro se per contratto questa assicurazione sarà tenuta a rispondere, per un danno milionario: la polizza del presidio ospedaliero di Vizzolo era scaduta nel giugno del 2010, la causa civile era stata intentata dai familiari solamente in ottobre e una clausola di quella polizza dice chiaramente che la copertura fa riferimento alla data di presentazione dell'istanza di risarcimento, non a quella dell'evento. In attesa dei chiarimenti, la famiglia vuole riportare Sara (che attualmente è al Pio Albergo Trivulzio) a casa. La famiglia è sfinita – dice lo zio Silvestro Ippolito –. Fare arrivare a casa Sara grazie al risarcimento di questo processo sarebbe già qualcosa. Speriamo sia fatta giustizia e verità. E che ognuno si assuma, onestamente, le proprie responsabilità. Il giudice civile Federico Salmeri ha fissato la prossima udienza per gennaio. Chiara Riffeser