Nobel per la pace Oslo premia tre donne

di Fiammetta Cupellaro wROMA Non è possibile conquistare la democrazia e una pace duratura senza che le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini nel contribuire allo sviluppo a tutti i livelli della società. Con questa motivazione la commissione di Oslo ieri ha insignito tre donne, ex aequo, con il Nobel per la pace. Si tratta di Tawakkul Karman, giornalista yemenita di 32 anni, la prima donna araba a ricevere il Nobel per la pace; della presidente liberiana Ellen Johnson-Sirleaf, 72 anni, e della connazionale pacifista Leymah Gbowee, premiate per la battaglia non violenta per la sicurezza delle donne e per il loro diritto a partecipare alla costruzione della pace. Da tempo si attendeva un riconoscimento al contributo delle donne: in più di un secolo solo in 15 hanno ottenuto il prestigioso premio conferito da Oslo. Tra loro, Madre Teresa di Calcutta e Aung San Suu Kyi. E' una notizia meravigliosa ha commentato il segretario generale dell'Onu Ban ki-moon dicendo che le figure premiate non avrebbero potuto essere scelte meglio. La Primavera araba e l'impegno contro la guerra e le pari opportunità in Africa sono le battaglie condotte dalle tre donne. Dedico il Nobel a tutti gli attivisti della Primavera araba. E' il riconoscimento da parte della comunità internazionale della nostra rivoluzione e della sua inevitabile vittoria ha commentato la giovane Tawakkul Karman, fondatrice dell'associazione Giornaliste senza catene in prima linea nelle proteste contro il regime di Ali Abdullah Saleh. E' un premio a tutto il popolo liberiano. E' il risultato di molti anni di battaglia per la pace e la giustizia. I liberiani devono essere fieri ha affermato Ellen Johnson-Sirleaf, prima donna a guidare uno stato nel Continente nero. Insieme alla presidente è stata premiata la connazionale pacifista, Leymah Gbowee che ha contribuito a mettere fine alle guerre civili che hanno dilaniato il suo paese per 14 anni. L'attivista ha usato tutte le armi pacifiche a disposizione anche quella dello sciopero del sesso. Tra i primi a congratularsi con le tre donne, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Questo premio Nobel sancisce il cammino del continente africano verso la pace e lo sviluppo e rafforza le spontanee istanze di libertà, partecipazione e democrazia che si levano dai paesi del Mediterraneo e che non possono essere disattese. Lodi anche dalla cancelliera Angela Merkel che l'ha definito un ottimo segnale e da Amnesty International. ©RIPRODUZIONE RISERVATA