Radiologia, Cgil minaccia un esposto alla procura
di Simona Bombonato w VIGEVANO Un esposto di Cgil contro l'Azienda ospedaliera per non aver avviato indagini interne all'indomani dell'episodio del 25 luglio, quando una dipendente accusò una collega di averla aggredita prima di essere medicata al pronto soccorso. Seguirono una querela per diffamazione e un'altra querela per percosse. Uno dei tanti episodi successi tra i tecnici di Radiologia negli ultimi due anni che, secondo i sindacati, avrebbero visto l'Ao tacere senza fare nulla nonostante sapesse, contribuendo così - sempre in base all'accusa delle parti sociali - alla situazione di incompatibilità ambientale sfociata la settimana scorsa nell'esposto alla procura di Vigevano di 13 tecnici (su 18) nei confronti della donna che, quel 25 luglio, sostenne di essere stata picchiata. Anche ieri l'Ao ha assicurato di essere in procinto di intervenire sul caso. Dunque, in Radiologia si continuano a ricevere pazienti ma il clima tra chi ci lavora è tutt'altro che sereno, tra querele, interventi sul posto delle forze dell'ordine e chiamate ai rispettivi avvocati. Oreste Negrini (Cgil) punta il dito contro i vertici dell'Ao a cui dà un termine oltre il quale, in mancanza di un avvio degli accertamenti e dell'adozione di eventuali misure disciplinari, depositerà in procura l'esposto: venerdì prossimo. Non voglio prendere le parti di nessuna delle due, ma quanto è successo tra i due tecnici a fine luglio è di una gravità inaudita – ha premesso il sindacalista – Rendiamoci conto che si parla di una presunta aggressione avvenuta sul posto di lavoro e non uno qualsiasi. Siamo in ospedale. Negrini ha minacciato l'esposto, eventualità però che l'Ao non ha commentato trincerandosi dietro la mancata comunicazione. Non parlo di un atto che a noi non risulta nemmeno in via informale – ha replicato da Pavia il direttore generale Daniela Troiano – Quanto alla tensione in Radiologia assicuro che stiamo esaminando il caso. Quando prenderò provvedimenti sarà nel rispetto delle legge in materia. Parole simili a quelle pronunciate una settimana fa, dopo l'esposto in procura dei 13 dipendenti contro la collega che accusano di mobbing, alla quale per altro imputano la responsabilità di essere causa di crisi di ansia e attacchi di panico. La donna si sarebbe affidata a sua volta a un legale. Interpellata telefonicamente, ha preferito non pronunciarsi. Resta il fatto che l'atmosfera, assicurano in reparto, si è fatta invivibile. Negrini ha aggiunto: Non saremmo arrivati a questo punto se solo l'Ao avesse avviato una contestazione di addebito per accertare la verità su quella mattina del 25 luglio.