«Il condono? E' un'ipotesi, anzi no»
ROMA La smentita di Palazzo Chigi arriva nel tardo pomeriggio, dopo una giornata in cui la parola condono, presentata come un'ipotesi sul tappeto dal capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, aveva suscitato una valanga di proteste da parte delle opposizioni. Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono - recita la nota diffusa da Palazzo Chigi - indiscrezioni del genere al riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo più totale. Resta il fatto che l'ipotesi condono – edilizio e fiscale – ha ballato per una giornata intera, avallata dalle dichiarazioni del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e da quelle del ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. Una situazione che Felice Belisario, vicecapogruppo dell'Idv in Senato ha definito ridicola, con un governo che smentisce se stesso e la maggioranza che lo sostiene, un giorno sì e l'altro pure. Come si può prendere seriamente la nota di Palazzo Chigi che esclude qualsiasi ipotesi di condono, quando a prospettare l'ipotesi erano stati, appena poche ore prima, i capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato e il ministro Fitto?. Per Ermete Realacci, responsabile del settore ambiente del Pd tutti i governi Berlusconi hanno mostrato un'attrazione fatale per i condoni. Le precedenti sanatorie edilizie di Berlusconi generarono nel 2003 40mila nuove case illegali con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra il 2001 e il 2003. Lo stesso accadde nel 1994: durante i mesi di discussione della legge furono costruite 83mila abitazioni fuorilegge, cifra record per quel decennio. Insomma, solo parlare di condono - conclude Realacci - ha sempre avuto effetti devastanti in termini di stimolo all'abusivismo. Tesi, quella di Realacci, curiosamente ripresa dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, decisamente contrariato dall'idea del condono presentata per tutta la giornata da autorevoli alleati di governo come appunto un'ipotesi in esame: Il condono è roba da Repubblica delle banane - ha tuonato Calderoli - Certo il condono non può determinare politiche di sviluppo, e poi già il fatto di parlarne crea danno, perché per le prossime scadenze determina un crollo del gettito. (c.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA