E Berlusconi lancia "Forza gnocca"

di Luigi Irdi wROMA E' stato a mezza mattinata, quando Berlusconi ha spiegato ai giornalisti che si potrebbe battezzare Forza gnocca il nuovo partito del centrodestra, che il dibattito pubblico, politico e intellettuale ieri ha ripreso finalmente quota. Volando alto com'è sua consuetudine, il presidente del Consiglio si è intrattenuto alla Camera con i deputati della maggioranza raccontando gustose barzellette, e quando qualcuno ha fatto notare ai festanti parlamentari che lo circondavano che nello stesso momento si stavano celebrando i funerali di quattro operaie di Barletta da 4 euro l'ora in nero, un gruppetto di leghisti ha apostrofato la deputata del Pd Lucia Codurelli, una compunta signora in età, ex operaia in pensione: Ma vai a farti scopare. Ha cominciato così a riprodursi lo schema più frequente di questa legislatura. Berlusconi dice una delle sue stupidaggini, l'opposizione si indigna e qualcuno dell'Italia dei Valori, in questo caso Leoluca Orlando, se la prende con le donne del Pdl, tuonando: Il loro silenzio è grave. Il segretario del Pd Bersani lascia cadere le braccia esausto: Desolante. Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd sottolinea che il centrodestra sa parlare solo di gnocca e di Padania. Al che il leader leghista Umberto Bossi, quello che in genere farfuglia pernacchie e agita il dito medio, replica: Siete tutti invidiosi. Alla fine di una giornata così uno si sente come se avesse sostenuto un round con Manny Pacquiao, pugile filippino campione del mondo in otto diverse categorie, che ne ha stesi più lui di chiunque altro, e non solo perché di fronte a tanta volgarità e miseria gira la testa, ma perché ci si rende conto di nuovo che questo è il reale ordine del giorno del dibattito pubblico italiano, questa è la vera agenda, a cui si somma occasionalmente e quando serve, un provvedimento in grado di ostacolare qualche processo e di mettere a tacere la stampa libera. Poi succede che quando i cittadini reagiscono timidamente a un simile degrado, manifestando in piazza o sfogando tutta la loro rabbia impotente contro il ceto politico, magari, certo, senza soffermarsi in troppi distinguo, i soldatini del padrone schierati nei giornali e nelle tv lanciano gravi allarmi denunciando i rischi della cosiddetta antipolitica. Bè, l'antipolitica comporterà pure qualche rischio, ma una politica così è una corsa a tutta velocità verso il precipizio. Luigi.irdi@gmail.com ©RIPRODUZIONE RISERVATA