Differenziata, la sfida sui costi

di Fabrizio Guerrini wPAVIA Costa fatica, crea polemiche, ma alla fine il cittadino ci guadagna? La raccolta differenziata dei rifiuti al vaglio del rapporto costi-benefici. Esperti , economisti e tecnici non hanno dubbi: prima si inizia a farla, prima ammortizzi i costi. Ma, alla fine, il vantaggio è soprattutto sui costi ambientali oltre al fatto che ci sono obblighi di legge da rispettare (entro il 2014 si deve arrivare al 65 per cento). E' come per il fotovoltaico: sia che acquistino pannelli solari, sia che organizzi la raccolta porta a porta (la più efficace) devi prima spendere risorse. Ma, alla fine, il contribuente quanto e quando guadagna? L'opzione cassonetti. Tutta la spazzatura in un unico cassonetto o ogni rifiuto nel suo sacchetto? Più costosa la differenziata, all'inizio. Uno studio di Bain Company (si incarico di Federambiente) offre queste cifre: si pagano mediamente 64 euro a tonnellata per l'indifferenziata (ma si arriva anche a 106) contro i 123 euro tonnellata di differenziata sugli imballaggi e 105 euro per la frazione organica. Però,più il sistema della differenziata si perfeziona e dura nel tempo, più le cose cambiano. Perchè la logica del cassonetto comporta costi elevati a livello di smaltimento dei rifiuti. Con la differenziata, a regime, secondo gli esperti si riducono i quantitativi da smaltire perchè l'utente è spinto a selezionare lo scarto domestico senza accettare la logica del butto comunque. Senza contare il fattore ambientale e che la si deve fare per legge. Dal cassonetto al sacchetto. Differenziata: la logica del cassonetto è sicuramente meno vantaggiosa della raccolta porta a porta .Lo studio regionale sulla Valutazione statistico-economica dei modelli di gestione dei rifiuti urbani in Lombardia arriva a questa conclusione: lo smaltimento con i cassonetti arriva a costare il 7 per cento in più rispetto al porta a porta. Nel dettaglio si parla di 90 euro per abitante ogni anno, rispetto agli 82,52 del sistema porta a porta. Lo studio aggiunge chela somma dei costi di raccolta diminuisce all'aumentare del tasso di raccolta differenziata; per la fascia dei Comuni con diffenziata maggiore al 70 per cento si evidenzia però un significativo incremento nei costi della sola raccolta. Ciò offre spazio a possibili ottimizzzazioni, ad esempio tarando meglio le frequenze di raccolta riducendole ove essissive (secco indifferenziato) ed incrementando l'intecettazione delle frazioni che generano un ricavo o un minor costo di smaltimento. Ma quando si guadagna? Il nodo da chiarire, al di là di obblighi di legge e valutazione dei benefici economici sul piano ambientale, è quello dei Consorzi che riciclano il materiale raccolto. A quel punto con i ricavi si potranno ridurre le tasse sui rifiuti? Mancano dati e raffronti. Si può fare l'esempio del Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi che offre questo listino: da 85 euro a 145 euro a tonnellata di materiali cerniti, confezionati in balle esenti da materiali impropri. Ma il rapporto tra costi smaltimento e guadagni da riciclo non sarà mai in attivo per l'utente finale. Oltre la Tarsu . Pagare una tassa sui metri quadrati o pagare per ciò che effettivamente butto in modo selezionato? L'attuale logica mette sullo stesso piano un single che abita in un appartamento da 100 metri quadrati con una famiglia di 4 persone che abita nello stesso spazio. Eppure a livello di rifiuti dovrebbero pesare di più quelli della famiglia. La differenziata del futuro sarà legata a ticket legati al quantitativo di ciò che si getta.