A Suzuka senza paura, la F1 è sicura
A vent'anni esatti dalla conquista del suo terzo e ultimo titolo mondiale e a 17 dalla sua morte, il mito di Ayrton Senna è un fenomeno a cui il Giappone continua a dare ampio risalto. Numerosi sono i pellegrinaggi dei turisti nipponici appassionati di F1 al cimitero paulista di Morumbì. Senna vinse il titolo iridato su una vettura motorizzata Honda (nel 1988, rimontando Prost dopo un'infelice partenza) e il suo carisma lo condusse ad un rapporto priviliegiato con un Paese dalla passione sconfinata, basato su tifosi che conoscono ogni dettaglio della F1. Nell'89 e '90 i due incidenti con Prost (un titolo a testa), nel '91 il trionfo ai danni di Mansell. Suzuka fu per il brasiliano la pista della resa dei conti. (g.p.g.) Quanto dista Suzuka dall'inferno della centrale radioattiva di Fukushima? Circa 500 chilometri e un mare di rassicurazioni, destinate a non focalizzare il Gp del Giappone all'attenzione dei media quale evento a rischio sicurezza per quel villaggio di persone che rappresentano il Circus iridato. C'è persino uno spot, il cui protagonista è Kamui Kobayashi, in cui l'unico pilota giapponese attualmente impegnato in F1 ricorda le vittime dello tsunami ma invita ad accantonare l'ansia che attanaglia il paese del Sol Levante e dedicarsi per un fine settimana al brivido della velocità. Preso atto che l'allarme a Suzuka è infinitamente più basso che a Motegi, situata ad un centinaio di chilometri dal pericolo nucleare, dove una settimana fa ha fatto tappa il Motomondiale non senza polemiche e una cassa di risonanza chissà quanto eccessiva, l'impressione è che questa volta si parlerà solo di corse e di un titolo-bis che Vettel farà proprio con pieno merito a soli 24 anni e tre mesi, come nessuno prima di lui. Tornando alla psicosi del dopo-terremoto, in realtà tale non è stata, almeno per le gare in territorio giapponese: a Motegi la Indycar Series è andata senza battere ciglio, la F.Nippon ha curiosamente annullato la prova di Suzuka (ma a causa del tifone d'inizio settembre) ma non quella di Motegi, solo posticipata. La F3 nipponica dalla scorsa primavera ha già visto disputarsi a Motegi ben tre round e il campionato Gran Turismo ha semplicemente ritardato il via di Okayama e fatto il possibile per correre anche a Sugo, in una delle zone più duramente colpite dal sisma. È curioso osservare quanto più delle rassicuranti parole di Ecclestone (È tutto ok a Suzuka, non c'è rischio alcuno per piloti, addetti ai lavori e pubblico), valga il credito concesso ai tre tecnici rilevatori della sezione Arpa di Piacenza, inviati a metà agosto a Motegi e Suzuka per analizzare alimenti ed oggetti di uso quotidiano. Da loro è giunto l'ennesimo via libera. Ma qualche sospetto è rimasto e continua a circolare sul web. D'altro canto, come non essere assaliti dai dubbi, quando in pianura padana ci si ritrova l'auto parcheggiata sporca di sabbia rossa di certa provenienza sahariana... Gian Paolo Grossi ©RIPRODUZIONE RISERVATA