Vettel contro Vettel Dal fotofinish al dominio

Esistono tanti modi per laurearsi campione del mondo. Al fotofinish, da terzo incomodo, senza particolari pressioni, dominando una stagione. Il tedesco Sebastian Vettel a 24 anni, 3 mesi e 6 giorni – salvo improbabili cataclismi – a Suzuka diventerà il più giovane bi-campione del mondo della storia della Formula 1. Un altro primato strappato al ferrarista Fernando Alonso. Vettel nella sua, fin qui breve, carriera ha già avuto modo, in soli 20 mesi di conquistare un titolo iridato sgusciando all'ultimo gran premio in vetta alla classifica piloti (nel 2010) e ora si appresta ad aggiungere un alloro strameritato, con un percorso netto che lo ha visto sempre in testa al mondiale dallo scorso marzo e capace di aggiungere record su record, gran premio dopo gran premio, riducendo il compagno di squadra Mark Webber (che un anno fa contese ad Alonso il Mondiale sino a metà Interlagos, salvo poi dover cedere proprio a Vettel), suo malgrado, a seconda guida. I numeri, in questa stagione, parlano chiarissimo. Il dominio Red Bull è ormai un punto di partenza nei ragionamenti motoristici da un anno e mezzo, ma è il rendimento di Seb a glorificare la straordinaria monoposto austriaca. Il bell'australiano infatti è, attapirato, a 127 lunghezze di distanza dal prossimo bi-campione. Vettel, un extraterrestre. Come (e forse meglio) del miglior Schumi. Ineccepibile, un martello di chilometri macinati solo in fuga. Nove vittorie e 4 secondi posti, per un totale di 13 podi su 14 gran premi disputati. Al limite della perfezione. 309 punti già conquistati, contro i 256 con i quali nella passata stagione si aggiudicò il titolo mondiale all'ultimo respiro. Un 2011 da assoluto padrone che ha regalato agli appassionati l'altra faccia di Vettel. Quella del governatore di pressioni, della mente fredda e dal piede pesante. Giustificando così la zampata che, meno di un anno, fece piangere Alonso (che riuscì solo ad assaporare il titolo al debutto in Rosso) e il compagno-rivale Webber. Nel 2010 Vettel andò a podio in 10 occasioni, vincendo "solo" 5 gare, tra cui 3 delle ultime 4 imprimendo un'accelerata quasi insperata e certamente decisiva al primo titolo del marchio Red Bull. È però necessario aggiungere un altro vocabolo, "affidabilità", al personalissimo dizionario del Vettel 2011. Il vuoto tra lui e gli altri lo ha contribuito a fare anche quella strepitosa macchina che gli ha confezionato Adrian Newey. Mai un ritiro. Sempre a centro in qualifica, dove il predominio sulla concorrenza è stato ancor più evidente. 11 pole griffate Vettel, le rimanenti 3 riservate a Webber. La prossima sfida per il tedeschino volante è pronta. Ripetersi è già un'impresa centrata solo dai grandissimi, ma vincere con marchi diversi un tassello ulteriore per entrare nella leggenda. Il modello Schumacher è sempre lì davanti. Matteo Bursi ©RIPRODUZIONE RISERVATA