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Cari lettori, ieri la Provincia Pavese non era in edicola a causa di uno sciopero dei giornalisti. L'Assemblea di redazione ha respinto il Piano di riorganizzazione del giornale presentato dal Direttore che prevedeva il trasferimento di quattro colleghi dalle redazioni distaccate di Voghera e Vigevano alla sede centrale di Pavia. Una riorganizzazione che, secondo l'Assemblea, avrebbe provocato un grave indebolimento della presenza del nostro giornale su un territorio vasto ed eterogeneo come la provincia di Pavia, concentrando allo stesso tempo sulla redazione centrale un'eccessiva mole di lavoro quotidiano. Due anni fa la Provincia Pavese ha avviato anche l'edizione del lunedì, proprio per essere sempre più presente e più vicina ai lettori e al territorio. I giornalisti della Provincia hanno sempre accolto positivamente, spesso sperimentandole per primi, tutte le innovazioni proposte alla redazione che guardavano al futuro e alla crescita del giornale: dalla multimedialità, che ha prodotto un sito nuovo, sempre aggiornato, ricco di notizie, video e fotogallery, al nuovo sistema editoriale che, anche con l'introduzione del colore, ha portato ai lettori un giornale moderno, più vivace e gradevole. Questa riorganizzazione del personale, invece, secondo l'Assemblea di redazione si sarebbe mossa in senso opposto alla crescita, avrebbe allontanato il giornale dalle zone più distanti da Pavia, svuotando gradualmente la missione del quotidiano locale che è quella di essere il più vicino possibile alle persone e ai luoghi per raccontare tutti i giorni la vita delle nostre realtà e comunità territoriali. Il Cdr della Provincia Pavese La Federazione Nazionale della Stampa Italiana è solidale con i colleghi della Provincia Pavese in sciopero contro un Piano di riorganizzazione del lavoro e della presenza nel territorio della loro testata. Il Sindacato dei giornalisti ritiene sempre che i giornali siano autorevoli, credibili e incidenti nella realtà quanto più si radicano nel territorio e tanto più se utilizzano al meglio le loro risorse professionali anche attraverso processi condivisi e di corresponsabilità. Non è mai il tempo per atti di forza e ancor meno lo è in momenti così delicati come quelli che stiamo vivendo per i media. La Fnsi seguirà da vicino l'evolversi di questa vicenda sindacale in appoggio al Cdr e all'Associazione Lombarda dei Giornalisti, anche nella ricerca di una nuova fase di confronto e dialogo. La Federazione nazionale della Stampa