Prandelli, pochi cambiamenti «Con la Serbia cerco continuità»
FIRENZE L'Italia di Cesare Prandelli è fatta, verrebbe da dire che manca solo qualche italiano. In tempi di appelli all'unità, la tenacia e il realismo con i quali il commissario tecnico azzurro prosegue sulla sua strada sono apprezzabili, tanto quanto i risultati. Venerdì a Belgrado contro la Serbia sarà come la prima di un Europeo: per questo ho deciso di non cambiare molto, e di dare continuità al mio progetto, ha spiegato al primo giorno di ritiro. Certo, per il futuro c'è un'apertura a Osvaldo, un occhio di riguardo a centrocampisti di fascia come Schelotto, Cerci e Pepe, e l'eventualità di un cambio di abito. Mentre la porta è chiusa per Cannavaro e Campagnaro del Napoli (stanno facendo molto bene col Napoli, ma la difesa a 3 ha altri movimenti: io ho trovato le mie certezze, e ho poco tempo per moduli alternativi).Per ora, ci sono solo i ritorni di Barzagli e Cigarini, in ruoli identici agli assenti di turno. Nella sfida alla Serbia che ricorda la notte terribile di Ivan (ma nessuna paura: sarà un test per ambiente e forza dell'avversario, e nient'altro, sottolinea il ct) si va sul sicuro. E l'oggi dice che il jolly, l'unico a poter sconvolgere i piani, è Mario Balotelli. Sarei felice se mi mettesse in difficoltà, lui come tutti: ma non voglio mettergli troppe pressioni, se ne cerca già tante da solo. Lo vedo più sereno. Diciamo che è in un momento di passaggio, e non vado oltre.