Lavorare? Sì ma con lentezza «Così ripartirà l'economia»
PAVIA Una nuova filosofia di vita l'ha già sposata, una nuova filosofia del lavorare è il suo secondo punto d'arrivo. Bruno Contigiani, 63 anni, bocconiano con esperienza di capo ufficio stampa in multinazionali, ha individuato da tempo una nuova dimensione di vita, fondando "L'Arte del vivere con lentezza" e scoprendo poi in una tragicomica esperienza a fianco di un ministro della Repubblica il profondo disprezzo per il lavoro che quotidianamente tante persone verificano sulla loro pelle. Così nasce la sua nuova idea del lavorare, che ha inserito in un libro, "Lavorare con lentezza" (Dalaieditore, pagg. 256, 18,50 euro), libro che a fine mese presenterà all'Università di Pavia e poi a Londra. Come mi ha sfiorato questa idea? Della grandissima crisi, che conosciamo tutti, la prima vittima è stata la fiducia – spiega Contigiani –. Questo libro l'ho scritto per ridarla alla gente e per fare in modo che non si debba più aspettare. L'idea è che attraverso una riacquisizione della fiducia si educhi a riconoscere il giusto valore al lavoro. Invece la mentalità imperante è quella di fare tutto velocemente. Nasce così la riflessione sul senso del lavorare con lentezza, tra passione, fatica e senso della collettività. La fiducia e la speranza in un futuro migliore non sono crollate perchè in Italia e all'estero ho conosciuto un forte movimento di "uomini economici" che già hanno cambiato rotta e che dopo aver riflettuto sull'aspetto sociale del lavoro hanno introdotto in prima persona e in sordina l'etica dell'economia che verrà – prosegue Contigiani –. Ero dubbioso se lanciare o meno questa idea, poi ho dovuto ricredermi. Ho trovato molta gente che ha manifestato l'intenzione di seguire i propri sogni, cercare di lavorare senza discostarsene. Quindi la socialità come aspetto cruciale di questa nuova dimensione del lavoro. E' importante l'opera di educazione che gli adulti fanno sui giovani per instaurare il rapporto di fiducia, conclude l'autore. Da qui un insieme di regole, che Contigiani chiama comandamenti del lavoro, inserite nell'ultima parte del libro. La prima è "non ci sono regole, o meglio rompi le regole", seguono: "Non pensare al maggior profitto nel minor tempo possibile"; "L'impresa è un creativo esperimento umano che mira a migliorare la vita"; "Cerca di sviluppare una grande capacità di ascolto dei tuoi colleghi"; "Passa le informazioni e cura il vivaio"; "Scollegati dalle nuove tecnologie nel tempo libero e rivolgi la tua attenzione ai tuoi figli, alla tua ragazza o a un libro"; "Impara a usare con intelligenza e allegria i tempi morti derivanti dagli imprevisti"; "Rottama il tuo amore per il multitasking". (d. z.)