Il premier: non mi occupo della legge elettorale

ROMA Silvio Berlusconi ostenta sicurezza, dice di non essere preoccupato per la legge elettorale e garantisce che il decreto per lo sviluppo approderà in consiglio dei ministri entro una decina di giorni. Nel pieno di una bufera che travolge la maggioranza e vede la Lega sempre più nel caos, il Cavaliere fa sapere di essere al lavoro sulle misure anti-crisi e, per rendere ancora più evidente l'immagine di un premier che lavora giorno e notte, annulla per sopravvenuti impegni di governo la sua trasferta negli studi di "Porta a Porta" programata per domani. Il presidente del consiglio è così impegnato che non può permettersi di passare un'ora e mezza nel salotto amico di Bruno Vespa per illustrare agli italiani le misure del governo per lo sviluppo? Può darsi che voglia venire in trasmissione quando ha elementi più certi in mano risponde, con disappunto, il conduttore di Porta a Porta. Il governo, insomma, non ha ancora deciso nulla ma Berlusconi assicura che la soluzione sarà presto trovata. Non mi sto interessando della legge elettorale. Quello che mi sta a cuore in questo momento è continuare a lavorare per portare l'Italia al riparo dall'attacco al nostro debito pubblico e fuori dalla crisi finanziaria globale. Tutto il resto sono le solite chiacchiere del teatrino quotidiano della politica.... Chiacchiere? Nonostante il distacco espresso dal premier, la disputa sulle elezioni anticipate e lo scontro sul referendum elettorale continuano a togliergli il sonno. Nel Pdl c'è chi è pronto a scommettere che pur di non affrontare la consultazione popolare, il Cavaliere sarebbe disposto ad andare al voto anticipato a condizione che ci sia ancora il sistema delle liste bloccate introdotto da Calderoli con il "Porcellum". Nella maggioranza, in molti scommettono che alla fine si voterà a primavera per scongiurare il referendum. Ma sulla consultazio9ne popolare anche il centrodeastra si divide. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, chiede che non ci siano alchimie per aggirarlo: Il quesito referendario è politico e va rispettato. Guido Crosetto fa sapere di aver già firmato ma molti, nel Pdl, non ne vogliono sapere. Gianfranco Rotondi assicura che le elezioni ormai sono inevitabili. Nel 2012 si andrà a votare per le politiche o per il referendum? Gaetano Quagliariello ha la risposta pronta: Nel 2012 o non si vota per nessuno dei due o si vota solo per le politche. Carlo Vizzini, che sarebbe a un passo dall'abbandono del Pdl, parla di un partito vicino all'implosione. Ma il colpo più duro arriva da Fini: Il governo è inadeguato, sarebbe meglio dare la parola agli elettori. (g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA