Nuovi timori per la Grecia Le banche cadono in Borsa

di Andrea Di Stefano wMILANO I timori di default della Grecia (che domenica ha confermato che non raggiungerà l'obiettivo fissato a giugno di ridurre il debito pubblico 2011) con relative conseguenze per l'Eurozona e l'economia globale, hanno schiacciato le Borse europee che hanno aperto la settimana, il nuovo mese e l'ultimo trimestre 2011 in pesante ribasso. A rendere pesanti Francoforte (-2,6%), Parigi (-2,1%) e Londra (-1,1%) e soprattutto Madrid (-2,6%) hanno contribuito le parole di Mario Draghi. La piazza migliore è stata quella di Milano (-1,1%). Alcune banche hanno chiaramente un "problema di funding", ossia di reperire i fondi necessari alla loro attività, ha detto il prossimo presidente della Bce e attuale responsabile del Financial Stability Board, Mario Draghi, accennando a un problema di fiducia per alcuni istituti di credito. Draghi ha anche aggiunto che la riforma del mercato dei prodotti derivati probabilmente non riuscirà ad essere interamente adottata entro la scadenza di fine 2012. Draghi ha detto che vi sono lenti progressi nel ridurre la dipendenza dalle agenzie di rating come chiesto dal Fsb, un processo che richiede di sviluppare la propria capacità di produrre il proprio rating e la propria valutazione dei rischi. Occorre fare di più - ha aggiunto - nel mettere in pratica le regole delineate nell'area della remunerazione nel settore finanziario, e ha definito una priorità del Fsb il tema dei bonus di cui godono i banchieri. Anche prima di Draghi con il ritorno delle preoccupazioni sulla Grecia sono state venduti i titoli delle principali banche, soprattutto Commerzbank, Societé Generale, Bnp-Paribas, Credit Agricole che hanno ceduto attorno al 5% e la franco-belga Dexia (-9%) messa sotto osservazione da Moody's. E' rientrata per ora la tensione sullo spread tra Btp e Bund decennali che era balzato a 380 punti base ed è ora tornato sui livelli stabili dell'apertura attorno a 365 punti, grazie agli interventi della Bce che è tornata sul mercato per acquistare titoli italiani e spagnoli. Il differenziale tra i decennale spagnolo e tedesco oscilla a 323 punti. Il Governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, nel frattempo ha definito "irrealistico" pensare ad un ampliamento del fondo europeo salva-Stati mentre si può discutere l'utilizzo di un effetto leva come strumento per contenere il contagio del debito. La Grecia resterà intrappolata nella recessione anche il prossimo anno. Nel progetto di bilancio 2012, depositato ieri in Parlamento, il governo prevede una contrazione del Pil del 2,5%, quarto anno consecutivo di contrazione. Proprio in ragione della severità della recessione economica, Atene ha avvertito di non essere in grado di centrare gli obiettivi di riduzione del deficit-Pil sul 2011 e il 2012, anche con le misure di austerità supplementari decise nel 2011 è attesa una contrazione del 5,5% del Pil che dovrebbe invece riprendersi nel 2013. Il debito dovrebbe salire nel 2012 al 172,7% del pil (dal 161,8 stimato per quest'anno) e il tasso di disoccupazione dovrebbe portarsi dal 15,2% del 2011 al 16,4%. Le nuove cifre di Atene sui target di bilancio sono stati al centro dell'agenda dei ministri della zona euro riuniti a Lussemburgo per accelerare la ricerca di una soluzione per la crisi dei debiti, ma hanno rinviato ogni decisione in attesa di ulteriori chiarimenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA