Strappo della Fiat via da Confindustria Il Suv a Mirafiori
di Paolo Carletti wROMA La Fiat vuole mani libere nella gestione degli stabilimenti e dei licenziamenti, e Marchionne ieri ha ufficializzato una decisione che era nell'aria da tempo: l'uscita da Confindustria. Lo ha fatto con due lettere identiche (una di Fiat l'altra di Industrial) indirizzate alla presidente Emma Marcegaglia, che, dopo averci riflettuto un po', ha risposto per le rime all'ad del Lingotto. Ma c'è anche la buona notizia. Fiat infatti ha deciso di confermare la produzione a Mirafiori del Suv marchio Jeep, con inizio da metà 2013. Inoltre sarà prodotto da inizio 2013 nello stabilimento di Pratola Serra (Avellino) un nuovo motore benzina, turbo iniezione, per le Alfa Romeo. La notizia dell'abbandono di Confindustria è arrivata di prima mattina. Nella lettera Marchionne comunica che il gruppo torinese uscirà dal primo gennaio prossimo, ed elenca le motivazioni che riguardano in sostanza gli accordi fatti sulla flessibilità del lavoro che non soddisfano il Lingotto. Secondo Marchionne l'accordo del 28 giugno e soprattutto l'approvazione dell'articolo 8 nella manovra finanziaria avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali. Ma la firma dell'accordo interconfederale del 21 settembre – secondo la Fiat – ha fortemente ridimensionato le aspettative sull'efficacia dell'art.8. Flessibilità limitata, quindi, che va contro la linea dura dell'ad di Fiat, impegnata nella costruzione di una grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi e non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dal mondo industrializzato. Marchionne garantisce comunque che i rapporti con i lavoratori saranno gestiti senza toccare alcun diritto come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. Confindustria è apparsa un po' sorpresa, ma dopo una riunione con i suoi più stretti collaboratori, Marcegaglia ha replicato contestando quanto sostenuto sull'art.8: Non è stato depotenziato, ho tre pareri dei più importanti giuslavoristi italiani. Questo tipo di motivazione non sta in piedi. E ribadisce che oggi grazie all'art. 8 l'effetto retroattivo di Pomigliano e Mirafiori c'è. Soddisfazione della Lega per la produzione del Suv in Piemonte, ma per il resto il mondo politico non ha preso bene la nuova iniziativa della Fiat di andare per la sua strada. Il Pd ritiene la situazione preoccupante, mentre l'Idv sottolinea che con l'art. 8 il governo non ha fatto che aumentare tensioni e divisioni. Il ministro Sacconi, padre dell'art. 8, si dice tranquillo: Dice che intende applicare l'articolo 8 fino in fondo, e mi sembra che si sottolinei l'importanza di questo strumento. E poi quello degli investimenti mi sembra l'annuncio più importante. Neanche una parola ovviamente sulla decisione (comunicata sempre ieri) di cessare l'attività della Irisbus di Flumeri (Avellino), con l'avvio delle procedure di licenziamento per 680 dipendenti, malgrado vi fosse l'interessamento di un gruppo cinese a continuare la produzione di autobus. ©RIPRODUZIONE RISERVATA