Stradella, libera la maestra Annullata la condanna

L'arresto di Vincenza Pastorelli nel 2007 aveva avuto una risonanza nazionale, proprio a causa della sua notorietà legata allo Zecchino d'oro. La donna alternava tre attività: al mattino maestra a Stradella, al pomeriggio e la notte cartomante sul suo sito internet. Al telefono e per via telematica, inoltre, secondo l'accusa mandava avanti le due case chiuse in provincia di Lecce. Il lotto e la cartomanzia, però, erano le sue grandi passioni. Il sito www.dottoressalotto.it faceva riferimento alle due lauree della donna: pedagogia e psicologia. I metodi didattici utilizzati da Vincenza Pastorelli a Stradella, però, avevano suscitato molte perplessità tra i genitori. I bambini avevano raccontato che trascurava le lezioni e che apssava delle ore parlando al cellulare con degli uomini. di Paolo Fizzarotti wSTRADELLA La maestra hard di Stradella è tornata libera, per ora: la Cassazione, con un verdetto a sorpresa, l'altra mattina ha infatti annullato la condanna di secondo grado a carico di Vincenza Pastorelli. La donna, che oggi ha 46 anni, ha un piccolo ruolo nella storia del costume e della musica italiana: nel lontano 1969 aveva infatti vinto un'edizione dello Zecchino d'oro con Volevo un gatto nero,una delle canzoni per bambini rimaste più famose nella storia della manifestazione canora. Vincenza Pastorelli nel dicembre 2007 lavorava come maestra nella classe 1a B della scuola elementare De Amicis di Stradella, anche se aveva mantenuto la residenza a Guagnano, in provincia di Lecce, il paese di cui era originaria. Mercoledì 19 dicembre i carabinieri di Stradella erano andati a scuola e l'avevano arrestata per tentata estorsione, favoreggiamento della prostituzione e induzione alla prostituzione. Pasquale Trevisi, il suo compagno, che era stato arrestato nella stessa occasione, aveva ricevuto anche un avviso di garanzia per spaccio. La droga sarebbe stata una attività collaterale al giro di prostituzione: e questo era bastato a proiettare anche su Vincenza Pastorelli l'ombra degli stupefacenti (accuse poi rientrate). L'inchiesta dei carabinieri di Campi Salentina aveva riguardato l'attività di due case di appuntamenti, una a Guagnano e una a Lecce, dove si prostituivano delle donne italiane: casalinghe e studentesse insospettabili. Le tariffe andavano da 60 a 150 euro. Poi Vincenza Pastorelli aveva ottenuto una cattedra alle elementari De Amicis, e aveva preso un appartamento a Stradella. Ma non aveva abbandonato le due case chiuse: le intercettazioni avevano dimostrato che la donna gestiva il traffico a distanza (come avevano provato anche i conti bancari, su cui le prostitute versavano la percentuale della Pastorelli). La maestra, che si è sempre dichiarata estranea al giro di prostituzione (Mi sono limitata ad affittare le case, aveva detto) in primo grado era stata condannata con giudizio abbreviato a 3 anni e 4 mesi. L'estorsione, secondo l'accusa, era stata consumata ai danni della sue lavoranti. In appello la pena era stata ridotta a tre anni. Ora la Cassazione ha riformato parzialmente la sentenza di secondo grado, rinviando gli atti alla Corte di appello di lecce: ci dovrà essere un nuovo processo di secondo grado. Solo quando saranno depositate le motivazioni si potrà sapere quali delle accuse a carico di Vincenza Pastorelli sono state annullate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA