Maxi furto di rame Presi i ladri della ditta Montagna

di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Stavolta ai ladri del rame, un minerale che ormai viene chiamato oro rosso, è andata male. La polizia di Voghera ha denunciato due dei quattro ladri che lo scorso 9 agosto hanno svaligiato la ditta Montagna di via Piacenza. E' stata decisiva la collaborazione con i carabinieri di Voghera, per lo scambio delle informazioni. Gli agenti della squadra mobile e della sezione investigativa hanno denunciato a piede libero due nomadi italiani: W.H., 31 anni, e il suo parente D.H., 14 anni. Sono entrambi senza fissa dimora ma a quanto risulta gravitano nella zona dell'Oltrepo da molti anni. I poliziotti non hanno potuto arrestarli perché ormai era trascorsa la flagranza del reato, ma alla prova dei fatti la situazione non è cambiata di molto: W.H., il più anziano, era infatti stato arrestato per altri reati il mese scorso dai carabinieri di Stradella, e ora si trova rinchiuso nel carcere di Voghera. Il più giovane D.H., invece, proprio a causa della sua giovanissima età non avrebbe potuto essere arrestato anche se colto con le mani sul fatto: è stato denunciato a piede libero al tribunale dei minori di Milano. Tutto inizia lo scorso 9 agosto. Pochi giorni prima di ferragosto la città è quasi vuota. Nell'ora di pranzo, quando in giro c'è ancora meno gente, quattro individui a volto scoperto danno l'assalto alla sede di via Piacenza della ditta Montagna, una società che commercializza materiali per l'edilizia. I ladri non vanno per il sottile. Utilizzando un furgone Fiat Fiorino come ariete, colpiscono più volte la saracinesca del negozio, finché riescono a buttarla giù. Hanno dovuto dare molti colpi - spiega la polizia - perché il furgone gli serviva per caricare la merce e scappare. Non potevano rischiare di danneggiarlo troppo. I ladri vengono ripresi dalle telecamere del sistema di sorveglianza. Caricano una bobina di rame da 10 quintali (per un valore di oltre 12 mila euro); poi provano a caricarne un'altra, ma gli cade e si danneggia. A quel punto la banda scappa con una bobina sola. Intervengono i carabinieri, che acquisiscono le immagini. Alcuni giorni dopo la banda torna alla carica, ma stavolta di notte. I ladri non sanno però che la ditta Montagna ha già riparato la saracinesca, che è stata anche rinforzata: e così il colpo fallisce. Arriva la polizia, che acquisisce a sua volta le immagini del secondo colpo. Uno degli agenti riconosce due dei ladri: W.H. e il ragazzino. Lo scambio dei video con i carabinieri permette di appurare che erano presenti anche nel primo colpo: scatta quindi la doppia denuncia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA