Gli angeli di Pupi Perati Una mostra in San Michele

Alla Villa Reale di Monza è allestita una curiosa mostra dedicata alla Regina Margherita, la prima Regina dell'Italia unita. Uno dei punti di forza principali dell'esposizione è la serie di dodici abiti (da sera e da passeggio) della Regina che occupano un intero corridoio. Sei teche contengono invece gli oggetti più preziosi della collezione della casa reale: una parure di corallo, i disegni per un paio di pendenti, il carnet da ballo della regina, un ventaglio ed anche e l'orologio da taschino. L'esposizione ha aperto per la prima volta al pubblico le stanze che si trovano al primo piano nobile. Grazie a questa mostra gli appartamenti reali, che sono stati recentemente restaurati, tornano a rivivere con gli oggetti e gli arredi che erano visibili ai reali Umberto e Margherita. L'esposizione rimarrà aperta fino al 9 gennaio 2012. Orari di visita: il lunedì dalle ore 14.30 alle ore 19.30; dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 19.30. Per informazioni si può telefonare al numero: 039/2308970. PAVIA Questa mattina alle 11.30, nella Basilica di San Michele Maggiore, il Trio Flaritarra - Omar Fassa al lauto, Alessio Zanovello al clarinetto, Claudio Lenzi alla chitarra – eseguirà un piccolo concerto di musica classica in omaggio alla mostra di Pupi Perati intitolata "Angeli in città. Il serafino della Cattedrale". Patrocinata da Comune e Provincia, dal Comitato Centro Storico e da Azione Cattolica, la mostra raggiunge oggi il suo momento clou, nel giorno della Festa degli Angeli Custodi a cui l'artista dedica il libretto da cui la mostra è tratta. La pubblicazione, edita da Verba e Scripta, è un percorso tra gli angeli di Pavia, quelli che si trovano nelle chiese e anche per le strade. Ne sono esempio l'Angelo della Peste - scultura in pietra ancora oggi visibile, scolpita sulla facciata di una casa all'angolo tra Strada Nuova e via Bernardino Gatti, a cui è legata una leggende che ne fa un messaggero divino con il braccio alzato in direzione del fiume Ticino – e il Serafino a sei ali della Cattedrale, caduto nel 1460 e raffigurato dallo storico Opicino De Canistris in una riproduzione delle due chiese gemelle scomparse, che sorgevano al posto del Duomo di Pavia. Proprio al Serafino della Cattedrale, Opicino si riferisce quando parla della "potenza degli angeli" che ha permesso di ricostruire le due chiese gemelle dopo la loro distruzione per mano dei barbari, ed è nello stesso Serafino che Pupi Perati ha individuato il simbolo della Cattedrale e il custode della città di Pavia. Circa un anno e mezzo fa – dice Pupi Perati – la Curia cercava un simbolo per la Cattedrale che non fosse la Cupola e chiesero anche a me di trovare un'idea. Quando ho visto la riproduzione del Serafino di Opicino ho pensato che quello potesse essere un bel simbolo e l'ho riprodotto con la tecnica del vetro fuso e colori caldi che evocassero il fuoco che avvolge gli angeli custodi, come l'oro e il rosso. In seguito, Pupi Perati regala l'opera al Capitolo della Cattedrale e decide di scrivere un piccolo libro che parli di quell'angelo particolare e degli altri angeli della città di Pavia, di cui inizia a raccogliere testimonianze e documentazione. Nasce così il libello "Angeli in città. Il serafino della Cattedrale", composto da storie e leggende,riproduzioni, fotografie e opere pittoriche della stessa Perati. Destinato ad una diffusione nelle chiese di Pavia (se ne trovano copie presso la Curia, in San Pietro in Ciel d'Oro e in San Michele), la pubblicazione ha il duplice obiettivo di far conoscere ai pavesi la storia degli angeli della città e quello di raccogliere fondi per il restauro delle chiese e la riapertura della Cattedrale. (m.pizz.)