Pro Vigevano, scoppia la protesta
La curia svela i suoi progetti per l'istituto Negrone sul quale, per tutta l'estate, si sono susseguite le polemiche con la società sportiva Pro Vigevano Suardese, che chiedeva di avere in affitto i campi da calcio di corso Milano. Sta per partire la costruzione di un nuovo oratorio cittadino – svela il portavoce della curia, monsignor Emilio Pastormerlo –. Negli scorsi giorni sono stati effettuati i primi sopralluoghi ai quali ha partecipato lo stesso monsignor Vincenzo Di Mauro. Da quanto rivelato, la parte esterna dello storico edificio cittadino verrà trasformata in un nuovo centro d'aggregazione giovanile tramite la costruzione di un oratorio. Non è ancora stata definita una data di partenza per i lavori, proprio perché non sono ancora stati decisi gli interventi – prosegue Pastormerlo – ma posso assicurare che, una volta dato il via il tutto si concluderà prima dell'avvio dei prossimi centri estivi. VIGEVANO Hanno provato ad arrangiarsi, mettendo mano al portafogli e portando i ragazzi a giocare a Parona, Albonese e Suardi, ma i disagi non mancano e allora hanno deciso di protestare contro la curia che non concede i campi del Negrone. La Pro Vigevano Suardese in estate ha raddoppiato i tesserati (da 450 a 900) perché molti ragazzi del Vigevano hanno lasciato il club biancoceleste, ma in via Valletta Fogliano non può ospitarli tutti e la fondazione che gestisce l'istituto Negrone, di proprietà della curia, ha deciso di non affittare più la struttura. Dopo il rifiuto della curia, il presidente Franco Procopio ha indetto una riunione con dirigenti e genitori per spiegare la situazione. Temevo le proteste delle famiglie, che sarebbero state più che legittime – commenta il numero uno della società – invece abbiamo deciso di provare a fare da soli, stipulando convenzioni gratuite con quattro Comuni per utilizzare i campi. A nostro carico però restano tutti gli interventi di manutenzione ordinaria che, insieme ai trasporti, incidono pesantemente sul budget della società. Per spostare i ragazzi da Vigevano ai campi di destinazione dove si tengono le partite di Allievi e Juniores, infatti, la società è costretta a sborsare una cifra che oscilla tra i 55 e i 60 mila euro annui. Ci sto rimettendo del mio – ammette il presidente – Questi costi non stati riversati sulle famiglie che, all'atto dell'iscrizione, hanno versato la quota associativa senza nessuna maggiorazione. Attualmente i pullmini noleggiati non riescono a trasportare tutti gli atleti per cui i genitori hanno dovuto utilizzare mezzi propri per portare i ragazzi. Senza queste "anime pie" non so davvero come avremmo fatto – sottolinea Procopio –. Sono contento del clima di serenità e collaborazione che si è creato con le famiglie dei ragazzi e con il team dirigenziale. Secondo gli accordi intercorsi tra la società e i comuni affittuari ad oggi la terza categoria si allena e gioca a Parona, mentre Allievi, Giovanissimi e Juniores svolgono gli allenamenti a Vigevano e disputano gli incontri ad Albonese. La politica che la Pro Vigevano Suardese ha deciso di adottare dopo il problema presentatosi con l'affitto del Negrone prevede che gli allievi più piccoli si allenino e giochino a Vigevano mentre ai ragazzi più grandi è stato chiesto di spostarsi presso gli altri campi. La più grande amarezza – conclude Procopio – è che non riesco ad avere udienza col vescovo, monsignor Vincenzo Di Mauro, per poterci confrontare sulla situazione attuale. Ho provato a cambiare la mia proposta o a spiegare che, in mancanza d'altro, vorrei poter usare i campi sino a giugno per vedere di ovviare al problema, ma mi è sempre stato detto di no perché la curia preme per avviare il progetto del nuovo oratorio. I miei dubbi però riguardano i tempi. Il rischio è che si crei in città un vuoto dannoso. Comunque, da che mondo e mondo, all'oratorio si è sempre giocato a calcio quindi la presenza dei nostri ragazzi sarebbero compatibile con il loro progetto. Per tutte queste ragioni stiamo valutando il modo migliore per protestare contro quello che è un problema comunitario ma che viene lasciato nell'ombra. Non so se scenderemo in piazza o formeremo un corteo davanti al Negrone, ma qualcosa faremo. Valerio Bollini