Salta il muro di Berlusconi si spalanca l'area-centro
Daniele Bosone conferma la già nota capacità di analisi , che gli consente una visione degli scenari politici ipotizzabili in un futuro che è ormai da ritenere più che prossimo se si prende atto del piano inclinato sul quale la politica nazionale ha avviato il Paese e l'accelerazione dei processi di disfacimento dello stesso decoro delle Istituzioni e del legame che dovrebbe esistere tra rappresentati e rappresentanti. Sono evidenti i guasti che un bipolarismo male interpretato ha prodotto nel Paese creando insormontabili steccati che impediscono non solo un confronto sereno delle idee, ma che, con schieramenti contrapposti condizionati dalle ali estreme ( numericamente indispensabili per vincere!) rendono marginali e quasi ghettizzate le componenti meno radicali e, nel caso del centro sinistra ,quella che fa capo alla componente degli ex Popolari. E' evidente la ancora maggiore difficoltà che quella componente può trovare in una fase in cui da una parte il Pd pare aver scelto un nuovo " frontismo" alleandosi con Vendola (il più grande affabulatore politico capace di disegnare un sogno dopo il Berlusconi degli anni d'oro!) e con Di Pietro che di Berlusconi ha sposato l'idea dello scontro continuo pesante, con toni e contenuti che hanno come obiettivo chiudere il recinto della sinistra e impedire che una futura possibile alleanza con Casini, spostando l'asse verso il centro moderato, rimetta in gioco e saldi l'alleanza naturale tra le due componenti di origine democristiana e sostanzialmente cattoliche e dall'altra il fortissimo esplicito richiamo del Cardinale Bagnasco a superare lo squallore etico che emerge dalle cronache quotidiane tornando a mettere al centro della azione politica i valori su cui da sempre si era basato il sentire comune del Paese e chiedendo ai cattolici un nuovo impegno a servizio delle Istituzioni. La diaspora seguita allo smantellamento della Dc, dopo il big bang di Mani Pulite e la fine della Prima repubblica, ha dato vita a componenti ex Dc che , con la loro capacità di fare politica, hanno pervaso tutti gli schieramenti conquistando posizioni di assoluto rilievo quando non autentiche leadership, ma sono state tenute divise non tanto dal bipolarismo, quanto dalla scelta berlusconiana di creare steccati in cui rinchiudere i suoi consensi, trasformando gli avversari in nemici. Riportandomi all'intervento di Bosone se,come è vero, la storia del mondo moderno è cambiata una notte del 1989, quando qualche centinaio di berlinesi picconarono un muro senza che gli agenti della Germania orientale sparassero loro addosso, perchè si possa dare inizio ad un nuovo corso della storia politica del Paese e si possa mettere mano allo scenario che inizia a delineare Bosone (che sta nelle cose e nella naturale evoluzione della politica) dobbiamo superare Berlusconi ed il berlusconismo , l'unico muro che per stare in piedi deve impedire il dialogo. Sia a livello nazionale che a livello locale il muro mostra crepe sempre più profonde e sono sempre di più i soggetti politici che lavorano per il superamento dello stallo politico attuale .Vanno superati egoismi, rendite di posizione e scegliere il mare aperto, con tutti i rischi che la navigazione comporta. Ma ipotizzare che il nostro muro di Berlino sia destinato a cadere e con esso l'attuale sistema che tiene divise realtà che hanno identiche visioni della società e dei valori che ne devono essere alla base non è più una utopia , come l'intervento di Bosone dimostra. *iscritto Udc