Stangata da 365mila euro su 16 famiglie

di Denis Artioli wVIGEVANO La classica tegola tra capo e collo, ma davvero pesante, da 20-25mila euro per ciascuno dei 16 proprietari del palazzo di via Montebaldo 36. Un colpo dovuto a una storia vecchia di sedici anni. In sintesi, il Comune aveva espropriato il terreno di via Montebaldo all'immobiliare Nord Est dell'imprenditore vigevanese Piero Pozzi, nell'ambito di un Piano di edilizia economica popolare. La costruzione era stata affidata alla cooperativa "La Pace". L'immobiliare Nord Est, però, aveva aperto un contenzioso con l'amministrazione comunale ritenendo inadeguata l'indennità stabilita dalla Commissione provinciale espropri nel 1996: all'epoca gli acquirenti avevano pagato 93mila lire al metro quadro, mentre il valore accertato successivamente equivale a 350 mila lire al metro quadro. La giunta, nello stesso anno, si era opposta assegnando l'incarico di assisterla a un legale esterno. Il Comune è stato condannato dalla Corte d'appello di Milano a pagare all'Immobiliare Nord est la somma di 382mila euro, più gli interessi maturati dalla data del decreto di esproprio, le spese legali e le spese per la registrazione della sentenza da parte dell'Agenzia delle Entrate. Quindi, la cifra complessiva, inclusi gli interessi, è di 526mila euro. Il Comune ha già versato all'immobiliare Nord Est 494 mila euro, di cui 128mila euro finanziati con l'acconto che era stato versato dagli assegnatari del terreno al momento della firma della convenzione (per il diritto di superficie sull'area espropriata). Il Servizio legale del Comune, però, vuole la restante parte dai proprietari degli appartamenti, cui ha chiesto 365mila euro. E per saldare l'indennità di esproprio alla Nord Est, il consiglio comunale ha votato martedì sera un debito fuori bilancio di 31.797 euro. Il consigliere del Pdl, Giuseppe Squillaci è intervenuto nel dibattito, chiedendo che il Comune intervenga a coprire almeno la parte di interessi richiesta alle famiglie di via Montebaldo che si sono viste recapitare da un giorno all'altro una richiesta di soldi molto pesante soprattutto in un momento di crisi. Anche perché la causa è stata gestita direttamente dal Comune, che poi l'ha persa, senza che i proprietari potessero intervenire a chiudere prima la vicenda. Ora i proprietari stanno cercando di capire cosa fare. Chi vuole può pagare tutto entro ottobre o dilazionare, ma con una fidejussione bancaria. E' un brutto colpo – spiegano due residenti – .Quasi tutte le persone che abitano qui sono famiglie con figli. Molti sono dipendenti pubblici e chiediamo che il Comune ci venga incontro. Capiamo che il Comune ha bisogno di soldi, ma ne hanno bisogno anche le famiglie. ©RIPRODUZIONE RISERVATA