Pavia, risparmi e paure «Preoccupati per i figli»
A maggio 2011 il primato del tasso di diffusione territoriale delle carte di credito a saldo e rateali va alla Lombardia (rispettivamente il 23,07% e il 14,77% del totale nazionale). E' invece in calo nel 2010 il numero di carte di credito in circolazione nel nostro Paese (-3,3%), mentre cresce quello delle carte di debito (+9,2%). Crescono invece per numero (+5,1%) e importo totale le transazioni (+3,7%) con carte di credito. In decisa contrazione l'emissione di nuove carte rateali/opzione (-61% nel 2010 rispetto all'anno precedente) e ancora in diminuzione il numero delle carte rateali/opzione in circolazione (-8,6%). Per finanziare i consumi si preferisce la carta opzione rispetto alla rateale pura. Crescono ancora per diffusione le carte prepagate. di Fabrizio Guerrini wPAVIA Prudenti, forse troppo. Risparmiano e continuano a far felici le banche. Ma più pessimisti: è quanto emerge dall'ultima indagine sul rapporto tra i pavesi e i soldi. Inchiesta statistica presentata ieri durante tre incontri tv sul canale satellitare economico Class-Cnbc . Confronto organizzato in collaborazione con la Banca Monte dei Paschi di Siena. Nel corso del talk show al Fraschini ( presenti associazioni, amministratori e categorie), Giuseppe Minoia (nella foto a lato), presidente di Gfk Eurisko (che da anni studia il risparmio delle famiglie itakliane), ha presentato il sondaggio socio-economico condotto sul territorio pavese. Ecco i risultati. Chi ha risposto. Sono stati sentiti cittadini di Pavia, Borgarello, Certosa, San Genesio, Carbonara, S. Martino, Torre d'Isola, Marcignago, Cura, Valle Salimbene, Sant'Alessio, Travacò. Come va? Situazione finanziaria familiare. Rispetto a un anno fa è uguale per il 52 per cento dei pavesi (in Italia è il 39), peggiore per il 44 per cento (Italia 56) e migliore per il 4 per cento. E domani? Sarà come oggi per il 43 per cento (40 in Italia), peggiore per il 34 per cento (38 in Italia). Meglio per il 23 per cento. Ma sul dopodomani anche i pavesi vacillano, anzi crollano. Anche se lo zoccolo duro degli ottimisti è più alto che altrove. Comunque. Per il 49 per cento dei pavesi nei prossimi 5 anni ci sarà un aumento ulteriore della crisi e della disoccupazione. Solo il 32 per cento non prevede cambiamenti. Ma, come detto, c'è un 20 per cento che prevede un periodo di benessere. Analizzato anche il rapporto tra le famiglie e la propria città . Il 49 per cento pensa di stare comunque meglio a Pavia che altrove (soprattutto per la presenza degli ospedali). In testa alle cose da migliorare ci sono i trasporti (35 per cento) seguiti dalle attività culturali (15 per cento). Ma solo l'1 per cento ritiene importante il sostegno alla piccola imprenditoria. Un sondaggio da ripetere perchè il dato è allarmante. Spendo, anzi no. Soldi in banca. Ma le spese? Per il 43 per cento dei pavesi (54 in Italia) non è certo un momento favorevole per fare acquisti. Peril 32 per cento si è sul così così. Attenzione però al 25 per cento che se c'è da spendere lo fa. Note dolenti. Risparmi personali, note dolenti dal sondaggio. Alla domanda su cosa è successo dei propri soldi risparmiati, rispetto a un anno fa, il 54 per cento ha risposto che sono diminuiti, il 38 per cento che sono rimasti uguali e solo l'8 per cento che sono aumentati. Perchè li metto via. Sui motivi che spingono a investire decisiva è la sicurezza sul come vengono gestiti i soldi e l'aiuto a figli e familiari. Sono interessati più a investimenti di breve periodo che ad avventure sul mercato globale. Anche nel campo previdenziale i pavesi tengono fissi i paletti sulla salute e sull'aiuto ai figli. Il 28 per cento degli intervistati ha assicurazioni vita, il 28 per cento sugli infortuni e il 17 per le spese mediche. Assicurarsi serve? Non è poi così certo. Infatti, alla domande su cosa si farebbe nel caso la pensione obbligatoria non bastasse a vivere bene, il 44 per cento si dice pronto a intaccare il proprio tesoretto (con il 47 per cento degli over 55), il 23 per cento non si è posto il problema (32 per cento degli under 34). Solo il 16 per cento vuole ricorrere a una pensione integrativa (solo il 6 per cento degli over 55). E c'è un 12 per cento che non sa proprio cosa fare nel caso fosse in difficoltà (percentuale che sale al 16 per cento nella fascia degli over 55). Cosa voglio. Sul rapporto con l'informazione di banche e promotori finanziari il 55 per cento dei pavesi non ha dubbi. vorrebbero un'informazione che guarda soprattutto al medio-lungo termine ed alle opportunità da cogliere oggi per avere un vantaggio nei prossimi anni. Impresa ardua in un mercato finanziario che guarda al domani con poche certezze. Sembrava essere l'oro. Sembrava. E' crollato del 20 per cento in 10 giorni. Sembrano essere iBot, ma con l'incubo dei Bund tedeschi e del bollo governativo. Missione quasi impossibile offrire certezze. E il pavese lo sa.