Mortara, casa ereditata il Comune la dimentica
MORTARA Interrogativi per ora non ancora risolti sul destino della casa lasciata in eredità al comune di Mortara ormai vent'anni fa dall'invalido Battista Nai Savina, con testamento dichiarato pubblico il 5 novembre 1991 presso il notaio Elio Roncaglione. L'assessore al patrimonio Luigi Ferrari Bardile, dopo una segnalazione al riguardo ha infatti confermato che verrà esaminata la documentazione riguardante questa vicenda. Ho chiesto agli uffici di tirare fuori tutta la pratica – ha ribadito – controlleremo come sta la situazione. Nai Savina era rimasto gravemente ferito dopo che, lavorando in un campo, gli era scoppiata tra le mani una bomba che gli aveva portato via la parte terminale dei due arti superiori e l'aveva privato della vista. Aveva vissuto una vita da invalido, assistito a turno dai militari di leva, e alla sua morte aveva deciso di lasciare la sua abitazione alla frazione Madonna del Campo, nella zona via Cordara, all'amministrazione comunale, che l'avrebbe dovuta utilizzare per finalità sociali, vincolandone la vendita sempre a questo scopo. In realtà di questa casa poco si sa, visto che negli ultimi 20 anni non se ne è più sentito parlare. Il lascito era avvenuto ai tempi del sindaco Giorgio Berri, e poi la pratica fu perfezionata dal commissario Camillo Andreana. Poi, più niente. Ora la parte dell'edificio compresa nel lascito è abbaodonata e invasa dalle erbacce.Tra le condizioni poste dal testamento, la richiesta al Comune di posizionare sulla facciata una targa in bronzo o marmo che ricordava il dono da parte di Nai Savina a ricordo del papà Luigi, della mamma Margherita e di Rosa Spaziale. Non sappiamo molto di questo lascito – aggiunge l'assessore comunale ai servizi sociali Elio Pecchenino – comunque il Comune in tutti questi anni, al di là di questo, ha sempre ribadito la sua attenzione nei confronti di chi si occupa del settore sociale. Ogni anno, come amministrazione comunale, versiamo oltre 160 mila euro a favore dell'Anffas, l'associazione che assiste i disabili. Quindi riteniamo di aver assolto in ogni caso ai nostri obblighi. Anche se non mancheremo di adempiere ad eventuali condizioni poste dal testamento che non dovessero essere state, fino ad ora, soddisfatte. Simona Marchetti