Affondo dei vescovi: «Ripulire l'aria»

di Paolo Carletti wROMA Un'analisi lucida e spietata dei mali del Paese, della questione morale, e l'auspicio di un celere rinnovamento della classe politica italiana. La Chiesa scende in campo, e lo fa con forza e decisione all'apertura dei lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. Il cardinale Angelo Bagnasco, numero uno della Cei, nella sua prolusione va dritto all'obiettivo e – pur non nominandolo – mette al bando i comportamenti del presidente del Consiglio, le consorterie politico-imprenditoriali che generano corruzione, l'evasione fiscale, i provvedimenti insufficienti contro la crisi economica. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie – dice in un passaggio il porporato – sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune. Parole inequivocabili, che arrivano dritte in faccia a Berlusconi, il convitato di pietra del conclave dei vescovi italiani, mai nominato ma posto al centro dell'elenco dei guasti che la politica sta producendo. Bagnasco esprime qualche perplessità sull'ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti..., e colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Ma, detto questo, il numero uno dei vescovi non ha dubbi: La questione morale non è un'invenzione mediatica, e nessun equivoco può annidarsi. Per poi affondare: Colpisce la riluttanza a riconoscere l'esatta serietà della situazione..., rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico di corrompersi. Mortifica soprattutto – chiaro il riferimento alle inchieste sulle escort del premier – prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. E non meno dolore, al Cavaliere e alla maggioranza, deve aver causato il passaggio sulla crisi economica, ove Bagnasco critica il sistema delle agenzie di rating, i meccanismi speculativi della finanza, per poi tornare sulla situazione italiana: L'impressione è che stando a quel che si è visto quanto è stato fatto non sia sufficiente. E colpisce – ha proseguito – la riluttanza a riconoscere l'esatta serietà della situazione al di là delle strumentalizzazioni e delle partigianerie. Una dura reprimenda, con un auspicio per il futuro: Per ripulire l'aria e la classe dirigente è necessario che il sistema si doti di anticorpi adeguati e riconosca ai cittadini la titolarità loro dovuta. Una bocciatura totale, che va a toccare addirittura il sistema elettorale, il Porcellum fino a ieri difeso dalla maggioranza e contro il quale probabilmente ci sarà un referendum. Un giudizio globale che a molti osservatori pare avere le sembianze di una richiesta di un passo indietro a Berlusconi. E il Pdl scende subito in trincea, sorpreso e con pochi argomenti per replicare. Bondi, Sacconi e Cicchitto invitano a non strumentalizzare le parole del capo della Cei, ma il quadro appare chiaro. Il presidente del Pd Rosi Bindi: Ciascuno tragga le conseguenze, se ne è capace per la propria parte. Belisario (Idv) avverte: La questione morale è la priorità, basta con i modelli diseducativi e lontanissimi dalla sobrietà e dal rigore di cui ha bisogno il Paese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA