E' allarme, sempre più pedofili online

di Annalisa D'Aprile wROMA L'Italia è uno dei maggiori consumatori al mondo di pedopornografia. Un fenomeno criminoso che negli ultimi anni si è impennato anche grazie alle maglie larghe della rete. A lanciare il grido d'allarme sulla pedofilia online è un documento della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza che nel 2008 ha avviato un'indagine conoscitiva sulla tutela dei minori nei mezzi di comunicazione. Lo studio, oggi arrivato alla sua fase conclusiva, passa in rassegna i rapporti dei giovanissimi con tv, social network, chat, giochi online, blog e media in generale. Nel mirino della Commissione quel crimine senza frontiere che è la pedofilia su internet. Particolarmente preoccupanti - scrive il relatore Alessandro Pagano - sono i dati degli ultimi 5-6 anni sulla crescita delle forme di abuso dei minori legate ad internet, come la pedofilia, la pornografia infantile, il turismo sessuale: colpisce soprattutto il costante aumento dei clienti e dei consumatori italiani di pedofilia online, "consumo" che si attua attraverso lo scambio di immagini e video pedopornografico nei programmi "peer to peer", in grado di connettere i computer direttamente tra loro, senza passare attraverso i server. Proprio la mancanza di una normativa sovranazionale - come spiega la polizia postale, più volte sentita dalla commissione nel corso dell'indagine - rende molto più difficile la repressione dei reati commessi dai pedofili. Per questo nelle sue conclusioni, la relazione della bicamerale suggerisce nuovi strumenti a protezione dei minori, come l'introduzione di un nuovo reato: il grooming, la tecnica di adescamento online fondata sul patto di reciproco segreto. Piace molto agli adolescenti, ma sempre più spesso è utilizzata subdolamente da adulti deviati per abbordarli. Ma in questa lotta capillare vanno coinvolti anche i genitori, che spesso abbandonano i loro figli per ore davanti al pc. Di qui la raccomandazione alle case produttrici di mettere a punto software di protezione per i minorenni. Altrettanto fondamentale è identificare - si legge nella relazione - con urgenza assoluta i bambini abusati per sottrarli alla continuazione delle violenze fisiche sottostanti a quelle virtuali destinate alla rete. Secondo il team di psicologi interpellati dalla commissione, ad innescare i meccanismi di perversione dei pedofili è la predisposizione di alcuni soggetti maschi adulti a disporre fisicamente di un partner sessuale psicologicamente subalterno, data la difficoltà a gestire una relazione paritaria con l'altro sesso. Da qui l'uso sessuale delle immagini dei bambini che, non avendo un'identità compiuta, nella psiche disturbata dei pedofili appaiono come piccoli schiavi. L'indagine poi, si sofferma su altre problematiche legate ai media, come siti e blog "pro-ana" (di istigazione all'anoressia), le chat (rischiosa occasione di esposizione dei minori ad adescatori), i social network (sostituti di una comunicazione familiare o scolastica assente) e la televisione che con troppa disinvoltura continua a trasmettere messaggi violenti e scene esplicite di sesso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA