Suardi sale sul tetto d'Europa con il San Marino

SANNAZZARO Il T&A San Marino, dove milita il 27enne esterno destro Riccardo Suardi, sannazzarese cresciuto sportivamente nella Piberplast Sannazzaro, alza alta anche la European Champions Cup, vinta giovedì sera sul diamante di Brno, nella Repubblica Ceca, battendo 7-1 in finale la Cariparma Parma, altra protagonista di scuola italiana alle final-four continentali. Dopo essere salita da qualche settimana in cima al baseball italiano con la conquista del suo secondo scudetto, il San Marino ha fatto l'en-plein che lo stesso Riccardo Suardi aveva pronosticato alla vigilia: Dopo quanto dimostrato nel campionato italiano, tutto ci è possibile. Temiamo più le squadre italiane finaliste, Parma e Bologna, che non l'Amsterdam. La Coppa Europa può essere alla nostra portata. E la squadra del monte Titano, con Suardi in campo in semifinale contro gli olandesi (partita vinta per 1-0 al primo extra-time) e nella finalissima contro il Parma ha fatto davvero centro. Prima di tutto e prima di tutti, dice Suardi consapevole di aver raccolto con i suoi compagni una doppietta memorabile con lo scudetto fresco sul petto e con una coppa che non vincevamo dal 2006, proprio nell'anno in cui io arrivai a San Marino dopo la mia maturazione atletica avvenuta a Lodi. Abbiamo ora raccolto un titolo di campioni continentali conquistato con la potenza e la sicurezza dei più forti. Ed ora? Riccardo Suardi, in campo a Brno in entrambe le partite giocate, sarà oggi a Sannazzaro: dopo il "rompete le righe", festeggerà il doppio trionfo in famiglia con il papà Enrico (anch'egli fu giocatore di baseball di buon livello) e la mamma Donata (anch'ella con il softball nel sangue). Poi due momenti pubblici: Sarò in campo domenica (domani per chi legge, ndr) sul diamante dell'Eni Club per divertirmi con gli amici di un tempo nel torneo amatoriale di softball tra i bar di Sannazzaro. Ed ancora il riconoscimento comunale con l'assegnazione di una targa in argento "per meriti sportivi" da parte del sindaco Giovanni Maggi e dell'assessore allo sport Graziella Invernizzi. Paolo Calvi