Patrimonio milionario Scatta il sequestro a Sale

SALE La questura di Alessandria ha posto sotto sequestro i beni di Antonio Maiolo, 70 anni, residente a Sale. Fra soldi depositati in banca su alcuni conti correnti e beni fra cui abitazioni, auto e terreni, si tratta di un patrimonio complessivo valutabile in parecchie centinaia di migliaia di euro. L'anziano di origine calabrese era stato arrestato lo scorso mese di giugno insieme ad altre 6 persone nell'ambito dell'operazione "Maglio". Antonio Maiolo sarebbe collegato, secondo l'accusa, alla 'ndrangheta calabrese. Il provvedimento è stato illustrato ieri mattina durante una conferenza stampa che si è svolta presso la questura alla presenza del questore Filippo Dispenza, del vice Alessandro Perugino e del comandante provinciale della Guardia di Finanza Vincenzo Anzelmo. La novità dell'intervento consiste nel fatto che la richiesta di sequestro dei beni di Maiolo era stata depositata prima dell'arresto dell'uomo ed era basata su un'attività di indagine tesa ad accertare i collegamenti dell'uomo con le organizzazioni criminali. L'arresto operato dalla questura di Genova non era collegato alla richiesta di sequestro dei beni: gli investigatori avevano comunque avuto modo di accertare che ufficialmente Antonio Maiolo era disoccupato eppure conduceva una vita da gran signore. All'anagrafe tributaria non risultano redditi a suo carico e neppure a carico della moglie, eppure gli sono stati sequestrati beni per circa mezzo milione di euro: oltre a decine di migliaia di euro depositati su conti correnti bancari, anche due case (fra cui la villa in cui abita a Sale), tre auto, di cui una di grossa cilindrata e diversi terreni agricoli, alcuni nelle campagne tra Sale e Tortona ed altri in Calabria. Complessivamente un patrimonio che aveva attirato l'attenzione da parte degli inquirenti. L'indagine nei suoi confronti – ha detto il questore Filippo Dispenza – è durata diversi mesi ed è estesa a tutto il territorio nazionale. L'operazione, oltre al fatto di essere intrinsecamente complessa è di assoluto rilievo in quanto si inquadra a pieno titolo nella strategia, ormai consolidata, di aggressione ai patrimoni che si presume siano frutto dell'attività criminale come strumento più efficace per il contrasto del fenomeno mafioso. Maiolo risultava non avere redditi dal 2003, quando la ditta che gestiva, che si occupava di compravendita di automobili, cessò l'attività. L'uomo si trova in carcere ed il processo è tuttora in corso: l'accusa ha chiesto particolari restrizioni della libertà una volta scaduti i termini di detenzione, come ad esempio l'obbligo di dimora. Angelo Bottiroli