Ira Pdl su Tremonti: un'assenza vergognosa
ROMA Ci sono assenze che pesano più delle presenze. Come quella che ieri, durante il voto per l'arresto di Marco Milanese, ha visto protagonista il ministro dell'economia Giulio Tremonti. Vale a dire colui che dell'ex ufficiale delle Fiamme gialle aveva fatto il proprio braccio destro. La sedia vuota del titolare del Tesoro oggi a Montecitorio ha scatenato la rabbia di una parte del Pdl, quella da tempo in confitto con gli atteggiamenti del Professore. E non avrebbe lasciato indifferente nemmeno Silvio Berlusconi. In pubblico il premier ha glissato alle domande sull'assenza del ministro dell'Economia ma, dal tono e dall'espressione, non era difficile decifrare la rabbia. Che i rapporti tra il premier ed il titolare di via XX Settembre siano da molto tempo in uno stato di freddezza sembra ormai notizia vecchia, ma la crisi internazionale avevano convinto entrambi ad una tregua . Poi la decisione di Tremonti di partire per Washington per la riunione di stamani dell'Fmi, disertando sia il Consiglio dei ministri che la delicatissima votazione della Camera su Milanese sembra aver rotto gli argini della tregua interna al partito. Un atteggiamento immorale è il giudizio di molti pidiellini nei capannelli in Transatlantico Non ha avuto il coraggio di metterci la faccia, è l'accusa anche di diversi leghisti. Molto dura il sottosegretario Daniela Santanchè: È umanamente vergognoso che oggi Tremonti non fosse in Aula. Raccontano che a rincarare la dose sarebbe stato lo stesso Milanese in un faccia a faccia con Berlusconi subito dopo la votazione. Il premier non avrebbe risparmiato commenti pesantissimi (pare anche delle barzellette piccanti con protagonista proprio il titolare del Tesoro). L'assenza di oggi però è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A lamentarsi con Berlusconi per l'atteggiamento poco collaborativo del titolare di via XX Settembre sarebbero stati nei giorni scorsi diversi ministri. Il ministro dell'Economia sarebbe stato il convitato di pietra nel vertice di maggioranza a palazzo Grazioli. La richiesta avanzata a Berlusconi è di assumere lui in prima persona la gestione della crisi: Tremonti ha troppo potere - sarebbe stato il ragionamento fatto al capo del governo da alcuni ministri - va ridimensionato. L'ipotesi avanzata da qualcuno è quella di un "dimagrimento" delle deleghe del Tesoro. Una strada che, perà, si porta dietro una serie infinita di incognite.