Ciclone S&P sul debito declassate sette banche
di Robert Tosin wROMA Ridotta l'affidabilità del Paese Italia, le società di rating hanno messo all'indice pure la solidità delle banche. E ieri hanno declassato società (Fiat e Terna ad esempio) e istituti di credito. Tra questi, l'agenzia Standard & Poor's ha abbassato i giudizi da A+ ad A di Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Findomestic Banca e delle controllate di Intesa Sanpaolo Banca Imi, Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo e Cassa di Risparmio in Bologna. Tutti gli outlook sono negativi. Inoltre i rating su Bnl sono stati abbassati da AA-/A-1+ a A+/A-1, con outlook negativo. Un ciclone atteso e inevitabile all'indomani del downgrade del debito sovrano dell'Italia deciso da Moody's. La notizia negativa, che alla lunga peserà sul costo dei finanziamenti per famiglie e aziende, è arrivata proprio alla vigilia della riunione del consiglio dei ministri nel quale, conti alla mano, il governo dovrà prendere atto che la crescita dell'economia nazionale sarà inferiore a quella ipotizzata. Si pensava ad un incremento del Pil di 1,1 punti nel 2011 e di 1,3 nel 2012, ma il Fondo monetario è convinto che l'Italia non crescerà più dello 0,6% nell'anno in corso e addirittura dello 0,3% nel prossimo. Tanto, sempre stando all'Fmi, che il pareggio di bilancio non sarà raggiunto nemmeno nel 2013, anche se tutto sommato i conti miglioreranno pure rispetto ad altri Stati. Non è di questo avviso il Tesoro che ieri in una nota ha assicurato che il pareggio del bilancio sarà invece raggiunto nei tempi stabiliti e che anzi avanzeranno delle risorse per avviare progetti di crescita. Del tema economico s'è parlato ieri al Quirinale nell'incontro fra il premier Silvio Berlusconi e il presidente Giorgio Napolitano. Più scettici, invece, gli analisti che sono convinti dell'inevitabilità di una nuova manovra finanziaria da varare il 15 ottobre con la legge di stabilità. Si ipotizza un piano di raccolta tra i 5 e i 10 miliardi di euro da trovare soprattutto in quattro ambiti: pensioni, dismissioni, riforma fiscale e patrimoniale. Sul fronte previdenza c'è l'opposizione della Lega, ma l'obiettivo è quello di cancellare la pensione di anzianità, portare l'età del pensionamento a 67 anni e raggiungere al più presto la quota 100 (somma di età anagrafica e contributiva). Quella delle dismissioni è forse la voce più sicura tra tutte: sul piatto caserme e uffici e pure le municipalizzate. La tassazione dei grandi patrimoni è un'altra ipotesi percorribile. Sempre all'ordine del giorno il "pacchetto casa" nel quale è prevista la rivalutazione delle rendite catastali che, secondo alcuni studi, potrebbe valere 62 miliardi di euro. Fa sempre più gola il sommerso. Il Gruppo sull'economia non osservata del Ministero ha calcolato che la torta dell'evasione vale tra i 255 e i 275 miliardi di euro, cioè tra il 16,3% e il 17,5% dell'intera ricchezza prodotta dal Paese. Il sommerso dipende sempre meno dal lavoro irregolare e sempre di più dalle correzioni al ribasso da parte delle aziende e dal rigonfiamento dei costi intermedi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA