Ospedali, rischio taglio di 1,3 milioni
Al pronto soccorso del San Matteo un paziente su cinque ha più di 75 anni. E un terzo degli anziani visitati è stato in seguito ricoverato. Sono i numeri dell'attività estiva (dal primo giugno al 14 settembre) che danno anche la misura di quanto il pronto soccorso sia un filtro rispetto ai ricoveri: rispetto al totale degli accessi (18402 persone nel corso dell'estate, i ricoveri sono stati il 17 per cento, in linea con gli standard del ministero della sanità. I pazienti anziani (oltre i 75 anni) visitati al pronto soccorso sono stati 3825: in questo caso la percentuale dei ricoveri dopo la visita sale oltre il 36 per cento. Nella maggior parte dei casi, il ricovero è dovuto a diagnosi di sincope o collasso (9 per cento), disturbi respiratori (7 per cento), disturbi cardiaci (6.9 per cento), dolori addominali (5 per cento dei casi). Significative anche le percentuali di frattura del femore o contusione d'anca (4.5 per cento), e trauma cranico (3 per cento). Il 70 per cento dei pazienti anziani che hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso presentava più patologie: diabete, ipertensione, cardiopatie. di Stefano Romano wPAVIA La manovra Tremonti taglierà anche la sanità. In provincia di Pavia il primo effetto, non ancora ufficiale ma sostanzialmente già annunciato al Pirellone, sarà sull'edilizia sanitaria: dalla Regione dovevano arrivare due milioni di euro per completare una serie di interventi sugli ospedali, arriveranno appena 700mila euro. La Regione non ha ancora comunicato i numeri reali dei tagli sui trasferimenti per ricoveri e prestazioni ambulatoriali, ma sulla base delle prime simulazioni i sindacati lanciano l'allarme per le assunzioni. Il San Matteo sta affrontando una riorganizzazione epocale con il trasferimento dei reparti al Dea – conferma Roberto Gentile della federazione sindacati indipendenti –. Al momento l'80 per cento dei reparti non riesce a garantire il rispetto delle 36 ore settimanali per gli infermieri, e con una ulteriore stretta ai trasferimenti c'è il rischio concreto che la situazione degeneri finendo per influire sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti. La prima spia d'allarme, però, si accende per il capitolo manutenzione: In realtà una prima stretta ai trasferimenti era arrivata con la finanziaria – spiega il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani –. Soltanto per completare l'ospedale di Voghera dovevano arrivare 2 milioni di euro: la cifra, invece, è stata spalmata su tutte le strutture ospedaliere della provincia di Pavia e ora sembra che la manovra d'emergenza firmata da Tremonti per anticipare il pareggio di bilancio tagli ulteriormente. La stretta sarebbe durissima: I primi numeri che si sono affacciati in consiglio regionale parlano di trasferimenti per l'edilizia sanitaria limitati a 700mila euro: significa un taglio da un milione e 300mila euro, ovvero due terzi di quanto promesso. I progetti che rischiano di bloccarsi sono, ad esempio, quelli che riguardano l'ampliamento dell'ospedale di Voghera e gli interventi straordinari già programmati negli ospedali di Vigevano, Varzi e Casorate. I finanziamenti per il Dea del San Matteo, trattandosi di un istituto di ricerca, seguono un iter diverso rispetto ai fondi ordinari per la sanità, quindi non rientrano negli attuali calcoli al risparmio della Regione. I sindacati, però, temono che i tagli innescati dalla manovra colpiscano anche qui: Il problema sono le assunzioni che, secondo le prime indiscrezioni, saranno contingentate per non dire bloccate – spiega Roberto Gentile della federazione indipendente –. All'inizio del mese abbiamo chiesto alla direzione un incontro per discutere del fabbisogno di personale, ma non siamo ancora stati convocati, mancano circa 250 persone del comparto infermieristico e l'80 per cento dei reparti garantisce gli attuali alti livelli di assistenza solo grazie al lavoro straordinario e all'impegno personale. Su ricoveri e visite, la Regione ha già applicato una serie di tagli: i trasferimenti sono stati diminuiti dell'1 per cento per i ricoveri e del 4 per cento per le visite ambulatoriali. Ma se l'1 per cento in meno per i ricoveri è stato applicato in maniera lineare (ovvero uguale per tutti), il 4 per cento per le visite ambulatoriali e gli esami è stato parametrato in base all'effettiva produzione di ogni struttura. E questo in qualche modo tranquillizza i sindacati. Molto più grave è stato il taglio dei trasferimenti regionali per le prestazioni ai pazienti che arrivano da fuori regione – spiega Oreste Negrini della Cgil –. Nelle strutture pavesi la percentuale di pazienti in arrivo da altre regioni è altissima, in alcuni casi al 40 per cento, è un provvedimento come quello annunciato dal Pirellone avrebbe effetti devastanti. Le prime certezze sui tagli in arrivo arriveranno venerdì, quando verrà presentato ai sindacati il piano dell'offerta sanitaria che contiene, tra l'altro, anche le previsioni relative alle assunzioni.