«Caso Ruby, interferenza contro la Costituzione»
di Giovanna Trinchella wMILANO Ruby arriva a Corte. Quella Costituzionale. La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto che la Consulta dichiari inammissibile o infondato il conflitto tra i poteri dello Stato sollevato congiuntamente dalla Camera e dal Senato contro i pm che indagano sulle feste di Arcore. I parlamentari sono convinti che Silvio Berlusconi, al limite, debba essere processato dal Tribunale dei ministri per concussione e prostituzione minorile; cioè per aver chiamato la questura e aver fatto liberare la marocchina Karima El Mahroug, all'epoca diciassettenne, per impedire che raccontasse le notti trascorse con il premier a pagamento. Il 6 luglio scorso i giudici della Corte Costituzionale hanno dichiarato ammissibile il conflitto e fissato al 6 ottobre la prima udienza; per questo il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati verrà rappresentato e difeso dall'avvocato Federico Sorrentino del Foro di Roma. La Procura vuole che "la corte dichiari inammissibile o, in subordine, infondato il conflitto'' perché è convinta che il Parlamento non avesse la facoltà di sollevare il conflitto per conto, in pratica, della Presidenza del Consiglio. La Camera si è arrogata il potere di interferire con l'esercizio del potere giudiziario al di fuori di qualsiasi previsione costituzionale, scrive Sorrentino. Inoltre i pm sostengono che il Cavaliere abbia commesso il reato non abusando della sua funzione di primo ministro ma solo nella sua qualità e quindi debba essere processato da privato cittadino. Intanto il 3 ottobre riprenderà il processo a suo carico e gli avvocati avranno la possibilità di chiedere la sospensione del processo proprio in virtù del fatto che tre giorni dopo la Corte aprirà il caso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA