Pdl e Lega ai ferri corti sul San Matteo
di Linda Lucini wPAVIA Tutti dicono che è presto, visto che il consiglio di amministrazione del San Matteo resterà in carica fino al 31 dicembre, ma i partiti stanno già affilando le armi sulle future nomine dei 7 componenti e del direttore generale. E si muovono a più livelli politici, visto che 4 membri saranno nominati direttamente dal presidente regionale Roberto Formigoni, uno dalla Provincia, uno dal Comune di Pavia e uno dal ministro della Sanità Ferruccio Fazio. A cominciare dalla Lega che vorrebbe contare di più e dal Pdl che invece non intende per nulla fare concessioni all'alleato di governo. In gioco c'è anche la rappresentanza del centrosinistra che spera per l'anno prossimo nella presenza di due consiglieri in cda, uno di nomina regionale (come all'epoca era avvenuto per Valerio Bonecchi) e uno di espressione provinciale dopo la conquista da parte di Daniele Bosone di Piazza Italia. Per quanto riguarda la nomina provinciale – dice Bosone – pensiamo a una persona di provata esperienza, esperto di sanità e di pubblica amministrazione, ma è ancora presto per parlarne. Sta di fatto che nella rosa dei nomi possibili girà quella dell'ex sindaco di Pavia Andrea Alberagati. E' una persona autorevole, estremamente capace, dotata di tutte le competenze – spiega il segratario del Pd Alan Ferrari – Ma il processo di valutazione delle candidature è al di là di venire. Tra tutto ciò c'è anche il ruolo di Ettore Filippi (Rinnovare Pavia-Udc) attualmente in cda su nomina del sindaco di Pavia. La Lega mugugna sul suo nome, il Pdl dice o lui o nessuno. Filippi liquida la vicenda come non in discussione, visto che la sua nomina è frutto di un accordo di maggioranza ancora valido. Diversa la situazione del Carroccio che vede ora in cda Fabio Lambri di nomina regionale, ma che punta a due consiglieri o al direttore generale: Se la matematica non è un gioco, è il giusto peso da dare alla Lega, dice il segretario Francesco Ratti. Potremmo anche pretenderne tre - dice il senatore del Carroccio Roberto Mura – così come potremmo chiedere il direttore generale. Lo dico non in termini di occupazione militare delle poltrone, ma per incidere su una realtà importante come la sanità pavese. Del resto sarebbe penalizzante escludere il peso della Lega nella maggioranza regionale. Da casa Pdl rispondono picche e c'è chi sfodera un accordo a livello nazionale tra Pdl e Carroccio fatto all'epoca delle nomine dei direttori dell'Asl (Pavia è andata al leghista Alessandro Mauri) che compredeva anche gli Irccs come il San Matteo senza alcuna concessione al Carroccio. Insomma, un consigliere era (attualmente Fabio Lambri di nomina regionale) e uno deve restare. Il deputato Pdl Giancarlo Abelli ci tiene subito a dire che la sede nella quale si decidono le nomine non è Pavia, lasciando intendere che i dirigenti locali del Carroccio non possano più di tanto avanzare richieste. Poi glissa: C'è ancora tempo per trovare soluzioni, ma con la Lega la situazione è chiara. Le nomine regionali? Potrebbero anche essere tutte 4 del centrodestra. Il coordinatore Pdl Marco Bellaviti si defila dicendo che la questione non è di competenza provinciale, mentre l'onorevole ex An Carlo Nola all'inizio ci scherza (la Lega chiede un posto in più d'ufficio, lo sta facendo adesso anche nel rimpasto di giunta al Mezzabarba), poi lascia la palla al presidente della Regione : Formigoni è una garanzia per tutti, soprattutto per i pavesi.