Ruggeri: «Non vendo la Valvitalia»

RIVANAZZANO Cedere Valvitalia? Ma quando mai. Salvatore Ruggeri spazza via le voci su un disimpegno progressivo suo e della famiglia dal gruppo industriale da lui creato e che il 3 gennaio del 2012 festeggerà il decennale. E' vero, semmai – aggiunge il noto imprenditore – che ci sarà un ricambio dei soci di minoranza, con il passaggio dai fondi di investimento che sono con noi da cinque anni, ad altri. Un ricambio previsto per statuto di queste società. Ma di minoranza, appunto, si tratta.Il pacchetto di maggioranza resta saldamente nelle mani della famiglia Ruggeri e lo resterà ancora molto a lungo. Nell'azienda, accanto al padre, ci sono i figli Massimiliano e Luca e un domani anche i quattro nipoti. Io in pensione? La penso come il presidente del Napoli, De Laurentiis, che è mio coetaneo. Ho sessant'anni, ma ne sento trenta. L'entusiasmo è lo stesso di quando ho iniziato questa impresa. Era il 2002, oggi il gruppo Valvitalia ha superato la soglia dei mille dipendenti, dopo le cento assunzioni fatte in zona nel corso dell'anno e le altre cento unità acquisite con l'apertura di una nuova struttura produttiva in Inghilterra. Prossime tappe, Russia e Brasile. In Russia non siamo ancora forti – spiega Salvatore Ruggeri – l'obiettivo è l'apertura di uno stabilimento in una località nei pressi di Mosca. L'interlocutore non può che essere GazProm, il colosso dell'energia ex sovietico che controlla le inesauribili fonti siberiane e ha bisogno degli impianti di Valvitalia per convogliarle verso l'Europa. Il gas – sottolinea l'industriale di Rivanazzano – è la nuova frontiera, con il gas si riscaldano le case, si cucina e così via. La crisi? Devo dire che nel settore dell'energia quasi non si sente. E con questa ventata di ottimismo, Valvitalia dà appuntamento alla festa del Decennale.(r.lo.)