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LARDIRAGO Caro-mensa nelle scuole di Lardirago. Per circa 180 bambini il buono pasto raggiunge il costo record di 5,50 euro, senza distinzione tra i residenti e chi arriva dai paesi vicini. Un salasso per le famiglie che devono anche fare i conti con l'aumento del 30% della Tarsu, del 15% delle tariffe delle concessioni cimiteriali e del 100% dell'accisa comunale sull'energia elettrica. Misure decise dal commissario prefettizio Giulia D'Onofrio che guida questo piccolo centro di 1200 abitanti dal giugno scorso, in seguito alle dimissioni dell'ex sindaco Roberta Giardini. La mannaia dei rincari si è abbattuta sulle famiglie dopo le ferie d'agosto. L'ultima stangata, quella sull'incremento del costo del buono mensa, è arrivata la settimana scorsa, quando i bambini hanno fatto ritorno tra i banchi di scuola, mentre lunedì è iniziato il servizio mensa a cui sono già parecchi i genitori che hanno deciso, per il momento, di rinunciarvi. Alle 16.35, al termine delle lezioni scolastiche, si aspettano i figli davanti al cancello della struttura di via Vittorio Emanuele. Il caro-mensa non piace. Il blocchetto contiene 10 buoni e costa 55 euro – spiega Viviana Zoncada -. Ho due figli e la spesa da sostenere per una famiglia è consistente, ma molti non possono contare sull'aiuto di parenti o amici e sono costretti a usare un servizio che peraltro è pessimo, i bambini infatti si lamentano per la qualità dei pasti. Mio marito è in mobilità – dice Emilia Marrarosa – ha uno stipendio di 700 euro al mese e per ora il bambino rincasa per pranzo, ma poi non so come affronteremo il problema, visto che non rientriamo nella fascia Isee che consente di ottenere una riduzione. C'è stupore e tanta rabbia tra le mamme. Siamo già in un momento di crisi economica – sostiene Maria Grazia Patricelli – e questi aumenti pesano come macigni sui budget familiari. Fino allo scorso anno il buono costava 4 euro – spiega Gabriella Barbieri – poi, a inizio 2011, ha subito un incremento di 50 centesimi. Ora pagheremo un euro in più e siamo sconcertati, aggiunge Maria Galluffo che di bimbi ne ha due e frequentano elementare e materna. E qualcuno insinua che la situazione è stata causata da chi non ha pagato il servizio di cui usufruiva quotidianamente. Sono preoccupati anche i genitori dei 58 bimbi che arrivano da Ceranova. Claudio Balesini, consigliere comunale d'opposizione di questo Comune, spiega che gli aumenti effettuati a giugno dello scorso anno scolastico avevano effetto retroattivo a partire dal gennaio 2011 e precisa: E' assurdo un ulteriore incremento e poi ci sono i 14mila euro di spese per il pullmino scolastico, messo a disposizione da Ceranova. Spese che, in base a una convenzione, si sarebbero dovute accollare Lardirago, ma che ora si è sobbarcato il nostro Comune. Cosa accadrà il prossimo anno? Non è da escludere che saranno costi che graveranno sui genitori. Stefania Prato