Merkel: «Se salta l'euro, salta l'Europa»
di Andrea Di Stefano wMILANO La tregua non ha tenuto e il panico Grecia si è nuovamente abbattuto sui mercati finanziari. La riunione dell'Ecofin del fine settimana invece di sopire i timori li ha rafforzati e così il rischio default è tornato prepotentemente ad affacciarsi, nonostante le prese di posizioni ufficiali della cancelliera tedesca. Superare la crisi dell'euro è una missione su scala storica. Se l'euro crolla, anche l'Unione europea crollerà, ha sottolineato con forza Angela Merkel, infastidita dalle dichiarazioni del ministro dell'Economia Philipp Roesler, su un default controllato della Grecia. La cancelliera ha richiamato gli esponenti del governo a pesare le loro parole. Non dobbiamo intraprendere nulla in cui il risultato non può essere calcolato. Questo è il mio approccio - ha ammonito - e vale in ogni direzione, anche nel mio partito, ha detto la Merkel. La cancelliera ha spiegato che bisogna proseguire con i salvataggi e la creazione di una rete di sicurezza per la zona euro per i Paesi più deboli. Ma l'incertezza continua a regnare perché la riunione telefonica della trojka economica Ue, Fmi e Bce con Atene è andata avanti in nottata e potrebbe non concludersi neppure oggi come ha sostenuto il ministero delle finanze greco, Evangelos Venizelos. Il negoziatore dell'Fmi, Bob Traa, non ha esitato da agitare lo spettro del default, pur di spingere Atene, il cui elettrocardiogramma assomiglia a quello di un uomo morto, ad attuare al più presto il piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro, rientrando nei tempi previsti. Più morbida sembra invece la posizione dell'Unione europea che, anziché nuove misure, ha chiesto il rispetto degli impegni già concordati. Pur cercando di mantenere la linea di rigore tracciata finora, l'ultima cosa che l'Ue vorrebbe trovarsi a gestire è infatti proprio il default greco e l'effetto a cascata che il crack di un Paese di Eurolandia avrebbe non solo a livello economico ma anche politico su tutto il vecchio continente. Il governo di Atene convocato in seduta permanente avrebbe pronti quattordici nuovi provvedimenti per tamponare un andamento dei conti peggiore del previsto con una caduta del pil che potrebbe attestarsi ad un - 5,5%. Dopo quattro sedute consecutive in rialzo l'incertezza ellenica ha prodotto una pioggia di vendite: l'indice Stoxx 600, che registra l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 2,26%, che equivale a 137 miliardi di euro bruciati in un'unica seduta. I mercati azionari più pesanti sono stati quelli di Milano (-10,5 miliardi di capitalizzazione con una flessione del 3,17%) e Stoccolma, che ha perso quasi tre punti e mezzo con titoli come Scania e Volvo in calo di oltre il 4%. In più, Finmeccanica è stata trascinata a un ribasso dell'8% dallo scandalo escort. Dopo Stoccolma e Milano tutte le altre piazze sono risultate in forte calo: Parigi -3,00%, Francoforte -2,83% - Londra -2% e Madrid -1,98% mentre Wall Street viaggiava a -1,5%. Inevitabile il ritorno delle tensioni sui Btp:lo spread con i Bund tedeschi ha viaggiato stabilmente per tutta la seduta in area 380 punti base contro i 364 punti di venerdì pomeriggio, terminando la sessione proprio a quota 380. La scorsa settimana la Bce ha effettuato acquisti di titoli di Stato italiani e spagnoli per 9,793 miliardi contro i 13,96 miliardi della settimana precedente. Come sempre quando tornano prepotentemente i timori di default cala l'euro che è sceso sotto la soglia degli 1,37 a 1,3676 sul dollaro. Sull'altra sponda dell'Oceano, è stato Obama a lanciare la sfida con un piano da 4mila miliardi di dollari in dieci anni. Ma non solo tagli: il presidente ha annunciato una stangata fiscale sui miliardari, che, precisato, non è un guerra di classe ma semplice matematica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA