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PAVIA - RICORDO Un capolavoro di donna nIn momenti come quelli che il nostro Paese sta vivendo sembra non esserci spazio per le persone per bene. C'è qualcosa però che ogni tanto ci ridesta dal torpore contemporaneo. L'esempio di qualcuno, il suo sorriso, la sua franca determinazione, la sua disinteressata bontà. Per questo vorremo condividere il ricordo di una persona speciale che all'Italia, e in particolare a questa città, ha datto un contributo forse invisibile, ma che vale ben più di tanti altri. In poche righe vorrei ricordare una giovane donna, T., che pochi anni fa è arrivata dalla Georgia, spinta dalla crisi del proprio Paese d'origine. Con un titolo di studio in tasca, un marito e due splendidi figli (oggi adolescenti), T. ha raggiunto Pavia alla ricerca di lavoro, stabilità e indipendenza. Piccole cose normali, insomma. E quasi subito T. aveva trovato lavoro, anzi, molti lavori. Di quelli che gli italiani non vogliono più fare. Lavori di assistenza, pulizia, baby-sitting. Così T. lavorava giorno e sera, continuando a occuparsi della famiglia, dei suoi adorati figli, dei parenti in Georgia. Le mancavano Tiblisi e la campagna, la lingua e i visi dell'infanzia. E proprio in Georgia era ritornata a fine luglio, con tutta la famiglia, per trascorrere l'estate. Il destino, però, è inclemente e non va mai in vacanza. Il 28 luglio, T. è morta per un aneurisma fulminante. Non ritornerà più a Pavia dove nel frattempo sono ritornati figli e marito. T. era una donna straordinaria. Georgiana, italiana, pavese... che importa? Lei era una donna come tante e perciò unica. Un capolavoro, come direbbe Silvano Agosti. Uno di quei capolavori viventi che stentiamo a riconoscere tanto non siamo più abituati all'onestà, alla dignità delle piccole cose. Vorremmo che Pavia ogni tanto si ricordasse, e non solo post-mortem, di donne come T. Donne che fanno l'Italia migliore, giorno dopo giorno, con umiltà e determinazione. Laura Stella Claudio Bellinzona PENDOLARI Come i treni ti rovinano la giornata nRegionale 2191 in partenza da Milano Centrale alle ore 16.25, arrivo previsto a Pavia ore 17. Orario effettivo: 17.15. Adesso per raggiungere Broni devo aspettare il Piacenza (via Pavia) delle 17.45. Sono uscita dal lavoro alle 16 (con un permesso da recuperare) perchè avevo un impegno alle 18 (rimandato). Sono le 18.25, eccomi alla stazione di Broni. Finalmente Daniela Tambasco PAVIA Le firme per Impastato non vanno dimenticate nIn merito all'articolo pubblicato giovedì 8, riguardante la non verificatasi assegnazione della piazza a Peppino Impastato, ci sentiamo chiamati direttamente in causa ed in dovere di esprimere la nostra opinione come Circolo giovanile dedicato al ricordo di Impastato - vittima della mafia, impegnato da sempre nella cultura della legalità e nella lotta alla mafia. Non intendiamo prendere parte a delle sterili polemiche riguardanti i meriti della Fallaci o di Impastato, ma, come ente promotore della raccolta firme per l'assegnazione della via a Impastato, troviamo sbalorditivo che il volere dei cittadini di Pavia non venga rispettato. Se l'amministrazione ritiene che sia opportuno intitolare una via a Oriana Fallaci, lo faccia pure. Questo però non cancella la validità della raccolta firme e la volontà dei cittadini di poter passeggiare in una via intitolata a Peppino Impastato. Per questo, ci auguriamo che il sindaco Cattaneo tenga fede alle sue recenti dichiarazioni e che sia dato credito alla volontà popolare. Aspettiamo di poter finalmente inaugurare questa strada, per l'importante segno che rappresenterebbe per la città. Circolo Arci Radio Aut PAVIA Più di una pregheria per il vescovo malato nCarissimo vescovo mons. Giovanni Volta, non solo una preghiera, ma un pensiero profondo che sia buon compagno di viaggio per tutti gli anni che ci hanno visti camminare insieme nella Casa del Giovane. Un pensiero d.o.c. per Lei da sempre controvento... come Gesù. E' talmente irriguardoso quest'esempio, che dà la misura dell'infinito tutto dentro il nostro bene per la Sua presenza mai distante. Rimaniamo qui ad aspettarLa come sempre è stato. Vince Andraous VIGEVANO Poltrona vacante a pediatria nCaro direttore, con curiosità ho letto l'articolo che sottolinea l'importanza di un cambio della guardia (nel posto di direttore sanitario) al nostro ospedale di Vigevano. E soprattutto si fa menzione a tutti i primari che vengono sostituiti... tranne che a quello di un importantissimo reparto, la pediatria, ormai priva di primario dal lontano inizio 2010. Come mai nessuno si interessa di questo reparto? Eppure sono stati incaricati con celerità primari in reparti il cui concorso è stato espletato successivamente a quello di pediatria, che risale al novembre 2010. Poi non lamentiamoci se la pediatria di vigevano non gode di buona fama. Lilliana Clerici