E poi criminalizzano chi sta per strada...

Le prostitute, quelle che ogni giorno lavorano e si guadagnano il pane con il sesso, sono indignate: a loro multe, sanzioni, divieti, stigma, mentre invece si chiudono entrambi gli occhi quando gli utilizzatori finali sono personaggi di rango. È un fatto che dimostra il deficit di democrazia del nostro Paese dice Pia Covre, fondatrice e segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute. Sono convinta - dice - che una donna abbia il diritto di vivere liberamente e di fare ciò che vuole, ma è triste che se una vuol fare carriera nello spettacolo sia costretta a passare attraverso questi favori. Questo non è dignitoso e bello per le donne. Ma non è questo che indigna la rappresentante delle lucciole. Quello che non va è che si sta facendo da tempo una guerra contro le lavoratrici del sesso che stanno per strada, quelle che potremmo definire di basso rango, le si colpisce con multe, sanzioni, divieti, criminalizzazione dei clienti. E c'è invece l'altra faccia della medaglia, quella delle persone di una certa élite che queste cose se le permettono. E sono gli stessi politici che gridano allo scandalo per la prostituzione per strada.