Poste, caos censimento A rischio le consegne
di Marianna Bruschi wPAVIA Per consegnare le buste con i questionari del censimento i postini dovranno fare i salti mortali e il rischio sarà di dover mettere da parte la normale corrispondenza. Non hanno dato indicazioni sull'organizzazione del lavoro, sulle modalità di recapito dei plichi – dice Giacomo De Lorentis, sindacalista della Cgil – e c'è un appesantimento dei carichi di lavoro. E questo sia per i portalettere che per chi lavora allo sportello. La prossima settimana ci sarà un incontro con l'azienda. Perché in quello dei giorni scorsi non abbiamo ricevuto risposte, aggiunge De Lorentis. Si preannuncia un periodo difficile. La distribuzione dei questionari è iniziata lunedì scorso e andrà avanti fino al 22 ottobre (Poste Italiane ha vinto l'appalto) e nello stesso periodo ci sarà anche la consegna delle Pagine Bianche e Gialle. Non solo. Ottobre sarà il mese degli scioperi, perché al problema del censimento si aggiunge quello del pagamento del premio di produzione. I dipendenti delle Poste di tutta Italia tra giugno e settembre hanno preso mille euro in meno in busta paga – spiega il sindacalista – e a settembre non si troveranno l'anticipo sul premio di produzione come previsto. E questo in un momento in cui i soldi servirebbero. E si apre quindi la fase degli scioperi. Dal 3 al 31 ottobre a livello nazionale la Cgil ha pronto lo sciopero degli straordinari – spiega De Lorentis – e il 21 ottobre ci sarà una giornata di sciopero. Problemi per i lavoratori e per tutti i cittadini che rischieranno ritardi nelle consegne. Con il censimento ad aggiungere altro lavoro. Quale sarà il loro compito? Dovranno distribuire i plichi con i questionari che sono già tracciati come fossero una raccomandata – spiega De Lorentis – I plichi vanno messi nelle cassette. Dentro ci sono delle buste prepagate, i cittadini devono inviare ai Comuni i questionari. Oppure portarli agli sportelli delle Poste e anche per questa operazione non sono state spiegate le modalità. Ai Comuni spettano per esempio i controlli sugli irreperibili, gli indirizzi sconosciuti. Solo a Pavia dovranno essere distribuiti 34mila plichi. Operazioni che coinvolgono 20mila dipendenti delle Poste in Lombardia, di cui un migliaio in provincia di Pavia – dice De Lorentis – Si troveranno in difficoltà soprattutto gli sportelli dei paesi, è un lavoro che richiede tempo e non c'è nessun incentivo per i lavoratori che dovranno fare un doppio lavoro nelle stesse ore lavorative, con un rischio: per rispettare le consegne del censimento si finirà per lasciare indietro il resto.