Borgarello, il caso arriva da Maroni e Prestigiacomo

BORGARELLO Approda a Roma la questione del centro commerciale e diventa oggetto di un'interrogazione dell'onorevole Ermete Realacci ai ministri dell'Interno e dell'Ambiente. L'esponente del Pd solleva dubbi sull'operato del commissario Michele Basilicata e chiede se per autorizzare l'intervento non fosse necessaria una verifica di Valutazione d'impatto ambientale. Il parlamentare ricostruisce la storia, iniziata nel 2000, di questo progetto che definisce "una minaccia" per la sua posizione accanto al monumento della Certosa, ma soprattutto chiede al ministro Roberto Maroni "quali azioni intende mettere in campo per chiarire se l'azione del commissario Michele Basilicata all'epoca dei fatti non sia in contrasto con la prassi consuetudinaria che vuole il commissario prefettizio come un funzionario del governo che dovrebbe limitarsi a gestire l'ordinaria amministrazione". E le perplessità dell'onorevole Realacci riguardano soprattutto il rilascio dell'autorizzazione commerciale alla società bergamasca "Progetto commerciale" srl che intende realizzare l'insediamento. Per l'ex commissario Basilicata sarebbe opportuno "uscire dalla diatriba tra ordinaria e straordinaria amministrazione". E precisa: "Non c'è traccia di scelte politiche, ma ho adottato solo atti esecutivi di indirizzi assunti in precedenza dagli enti competenti, rispondendo ad un'istanza privata che meritava rispetto". Maurizio Marzano dell'Associazione Parco Visconteo concorda con Realacci. "Ci siamo sempre domandati se queste decisioni siano andate oltre a quella che è l'ordinaria amministrazione di cui si dovrebbe occupare un commissario – sostiene -. L'Associazione mantiene una posizione equidistante dalle diverse forze politiche ed è solo interessata a portare avanti una battaglia contro insediamenti che devastano l'ambiente". Ed è proprio sulla necessità di preservare una pregiata fetta di territorio pavese che si concentra la seconda parte dell'interrogazione, quella rivolta al ministro dell'Ambiente a cui si chiede "quali azioni si intende intraprendere per salvaguardare un patrimonio paesistico da un centro commerciale che nascerebbe vicino ad un monastero di inestimabile valore storico". E chiede al ministro Stefania Prestigiacomo se "per autorizzare un complesso commerciale dalla superficie lorda di pavimento di 50mila metri quadrati non bisognasse sottoporlo a Via". Stefania Prato