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chiriaco / 1 Privare della libertà ma non della salute nNon è che io abbia chiesto la "libertà" per il dottor Chiriaco, imputato di quello che sappiamo, e per cui attendiamo il responso dei giudici; ho chiesto invece, come gli altri firmatari dell'appello, che gli siano concessi gli arresti domiciliari, vale a dire una diversa forma di detenzione. Sia l'imputato "ristretto", come mi pare si dica; ciò è giusto. Non sia privato della salute, come ingiusto sarebbe. Poiché in Italia, purtroppo, si finisce sempre con il riferirsi alla politica, voglio aggiungere che, da vecchio (e spero buon) liberaldemocratico, avrei firmato un appello del genere in favore di chiunque, dalla estrema destra dalla estrema alla estrema sinistra. La questione è esclusivamente di dignità civile e di carità cristiana. Mino Milani chiriaco / 2 Non voglio invadere il campo dei giudici nIo ho deciso di non firmare quell'appello per un motivo molto semplice: perchè i magistrati, per definizione, allorquando prendono delle decisioni, non devono tenere conto delle sollecitazioni dell'opinione pubblica, ma semplicemente dei fatti e degli atti che sono alla loro attenzione. Per questo è bene che chi come me ha un ruolo politico si astenga dall'intervenire in un senso o nell'altro. Sarebbe un' invasione di campo della politica in un campo che non le appartiene, quella del merito delle accuse, e, nel caso specifico, delle esigenze cautelari. Non posso però astenermi dal dire che le premesse da cui quell'appello parte sono condivisibili e apprezzabili. Io penso che questa iniziativa sia una buona occasione per riaffermare una volta di più che l'attenzione alla condizione di tutte le persone ristrette nella libertà, siano esse condannate definitivamente o in attesa di giudizio, deve rimanere uno dei cardini della nostra cultura civica prima ancora che politica, in quanto espressione di principi di civiltà sanciti dalla nostra Costituzione. Se quindi non deve a mio parere la politica chiedere un singolo provvedimento per un singolo detenuto, è invece suo dovere imprescindibile tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica su questa spesso dimenticata tematica. Giacomo Galazzo consigliere provinciale Pd chiriaco / 3 Il partito trasversale dei forcaioli nDopo la divulgazione del nostro appello in favore degli arresti domiciliari per Carlo Chiriaco, tra le più cocenti sorprese registriamo l'emersione del trasversale partito della forca, popolato fra gli altri da chi la Costituzione italiana preferisce difenderla con letture alla moda sulle piazze, invece di applicarla. Mauro Vanetti è un amico, giovane e intelligente. E forcaiolo. Il 16 settembre, da questa pagina, ha commentato il nostro appello in modo tanto plausibile quanto privo di senso. Scrive Vanetti: Chiriaco rifiuta il cibo e le medicine. L'amico Vanetti mente sapendo di mentire, già che mette queste sue parole in bocca al dott. Scaglione. Così scrive il perito del Tribunale (8 agosto): Chiriaco assume scarso cibo non tanto per sua volontaria decisione quanto per disinteresse verso la propria persona e verso la sua sopravvivenza. Un comportamento drammaticamente autolesionista imputabile all'aggravarsi della depressione che – sottolinea Scaglione – non è più contenibile con l'incremento dei farmaci. Tralascio l'analisi minuta delle altre patologie di cui soffre l'incarcerato (tumore al colon, diabete, glaucoma ad entrambi gli occhi, protrusioni delle vertebre che hanno ormai intaccato il midollo esponendolo al rischio di paralisi, dimagrimento – da 85 a 58 chili – che ha intaccato la massa magra, ecc.): Vanetti considera l'appello (tra i firmatari non vi è neanche un medico) un inopportuno attacco ai magistrati (?) o, peggio, una indebita pressione affinché si arrivi a quanto stanno perseguendo Chiriaco e la sua difesa. Fatico a seguirlo: Chiriaco un malato immaginario? E come si sostanzierebbe l'inopportuno attacco ai magistrati? La perizia Scaglione segnala al Tribunale il progressivo peggioramento di Chiriaco, indicando con forza le cure urgenti; disposizioni riprese dal Tribunale nella sua ordinanza di rigetto, e tuttavia disattese dai carcerieri: da quando è recluso a Monza (900 detenuti pigiati l'uno sull'altro) non si segnalano interventi terapeutici – la sua cartella clinica è incredibilmente ferma al 2 agosto, data del suo trasferimento in Brianza – e il motivo è semplice: Chiriaco non è più curabile in carcere. In conclusione, Vanetti invita ad affrontare questo problema in modo complessivo, preoccupandosi in primo luogo delle condizioni dei poveri cristi. Questi appelli ad personam non aiutano ad avere un sistema carcerario più giusto. Anche lui dovrebbe saper cogliere la differenza che passa tra un intervento umanitario mirato (i diritti costituzionali) e quell'altro, di ambito politico, volto a più ampi orizzonti. Come è evidente, il primo non può che focalizzare sulla realtà conosciuta: ieri un rom, oggi un presunto mafioso; sarà un granellino di sabbia nel deserto, ma questo granellino sta sotto i nostri occhi e non possiamo fare finta di non vederlo. Giovanni Giovannetti il caso Cosa è successo in quella discoteca nReplichiamo a quanto da Voi pubblicato circa gli accadimenti del 10 settembre scorso presso il locale "Camillo" sito in Sommo. 1)I giovani clienti di cui si tratta erano presenti in numero di quindici. Sul luogo sono intervenute tre pattuglie della Polizia e due dei Carabinieri, pertanto, una forza di dieci tutori dell'ordine; un simile dispiegamento di forze non può trovare origine nella necessità di sedare una lite fomentata, nei confronti dei nostri tre dipendenti, da soli quattro clienti; 2)la detenzione del manganello è da imputarsi a persona diversa dal nostro operatore poiché le stesse Forze dell'ordine giunte sul luogo hanno constatato che il predetto oggetto era impugnato da uno dei clienti. Inoltre, uno di essi assestava un pugno in pieno volto a un nostro addetto al controllo, procurandogli un danno fisico a causa del quale questi ha riportato 14 giorni di prognosi; 3)intorno alle ore due e mezza, la Questura di Pavia - Divisione Amministrativa e Sociale, 4^ Sezione - eseguiva controlli sul nostro personale dipendente. Laddove fossero emerse irregolarità più o meno significative, i quattro operatori della Polizia ivi presenti avrebbero proceduto senza indugio alla redazione di un verbale di contestazione ad hoc. Tanto non è avvenuto. 4)Il primo punto fermo che il "Camillo" ha indicato alla nostra agenzia è sempre stato quello di esigere con giusta inflessibilità che all'interno e all'esterno del locale non si verificassero risse e simili situazioni incresciose e disdicevoli; principio di condotta che noi abbiamo sempre sposato e rispettato. Una diversa condivisione di intenti ad opera nostra avrebbe indotto il "Camillo Village" a interrompere la prosecuzione di un rapporto la cui validità non è mai stata inficiata da "scossoni" di sorta. I nostri dipendenti operano nel rispetto e in esecuzione di contratti strettamente ancorati al D. Lgs. 81/08 e al Tulps e sono, altresì, soggetti a frequenti controlli amministrativi eseguiti sia internamente che esternamente ad opera degli organi competenti, siano essi Questura o Prefettura. Marcello Barbieri Central Bureau Investigation crisi Aumento delle tariffe Ma un tetto esiste? nMa c'è un tetto agli aumenti delle tariffe? Vi faccio il mio esempio: a gennaio 2011 l'abbonamento mensile per la scuola di mio figlio (treno da Zinasco a Pavia) era di 30,5 euro. A febbraio è passato a 34,5 euro e ora a 37,5 euro, che corrisponde a un incremento medio della tariffa del 23% in otto mesi. Alla faccia dell'inflazione, e poi ci lamentiamo dei carburanti! Il gasolio nello stesso periodo è aumentato "solo" dell'11%. Da notare che, a fronte di questo incredibile aumento che non trova uguali in altri settori, il servizio non è per niente migliorato: i treni in servizio sono gli stessi di trent'anni fa e le carrozze sono sporche e prive di manutenzione, per non parlare di lussi sibaritici come l'aria condizionata. Complimenti alle FS. Carlo Bellati ringraziamenti Cari vigili del fuoco contiamo su di voi nIl 28 agosto 2011 alle ore 22.30 circa mi trovavo in piazza a Sannazzaro de' Burgundi e di li a poco è scoppiato un incendio in un'abitazione. Ho assistito all'opera di spegnimento dei vigili del fuoco. Elogiarli è poca cosa. Professionali, pronti e decisi. Il responsabile con calma impartiva ordine ai suoi ragazzi e in breve tempo l'incendio era sotto controllo. Grazie ragazzi, in questo paese così bistrattato possiamo contare su di voi. Giulio Trolli ricordo La sera che Bonatti venne al Cai di Pavia nE' scomparso negli scorsi giorni Walter Bonatti, una grandissima figura, che ha segnato la storia dell'alpinismo italiano e che sarà ricordato anche come esploratore e scrittore. Vorrei qui ricordare la sua venuta a Pavia 15 anni fa, in occasione delle manifestazioni organizzate dalla nostra sezione del Club Alpino per festeggiare i 75 anni di attività. Nella primavera del 1996 fu così organizzata una memorabile serata al teatro Fraschini, gremito in ogni ordine di posti. Bonatti presentò bellissime diapositive, illustrando le sue imprese alpinistiche e parlando delle sue scelte di vita. Chi era presente quella sera ne ha ancora un ricordo vivissimo. Un piccolo gruppo di soci del CAI era andato a cena con lui: era una persona affabile e cordiale, interessata anche a semplici ascensioni, molto attenta al rispetto dell'ambiente. Vittoria Cinquini