Chiriaco, chiesti di nuovo i domiciliari

Arresti domiciliari o carcere: la decisione del Tribunale di Milano dovrebbe arrivare nel giro di cinque giorni dal momento del deposito della richiesta degli avvocati, che risale a ieri mattina. Non si esclude, quindi, che i giudici possano pronunciarsi prima della data del 23 settembre, quando è stata fissata l'udienza per l'ascolto dei primi testimoni dell'accusa al maxi-processo che vede, oltre all'ex direttore sanitario dell'Asl di Pavia, 32 persone imputate per fatti di mafia. La presenza di Chiriaco in aula è in forse. Molto dipenderà proprio da ciò che i giudici decideranno, anche se finora l'imputato non ha perso una sola udienza. In aula dovrà presentarsi anche l'avvocato pavese Pino Neri, accusato di associazione mafiosa, che aveva ottenuto i domiciliari proprio per i motivi di salute e aveva chiesto al collegio dei giudici di fissare le udienze in giorni diversi da quelli in cui deve sottoporsi a visita medica, per poter partecipare al processo. L'altra udienza per Chiriaco, ma per un altro processo, è prevista poi per il 12 ottobre: dovrà presentarsi davanti al collegio dei giudici presieduto da Cesare Beretta, insieme all'ex assessore al commercio Pietro Trivi, per l'accusa di corruzione elettorale, contestazione che si riferisce alle elezioni comunali del 2009. Per quella data sarà sentito anche il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. Non è da escludere che per quella stessa data si arrivi a sentenza. di Maria Fiore wPAVIA Dopo il rifiuto dell'11 agosto a concedere gli arresti domiciliari a Carlo Chiriaco, gli avvocati dell'ex direttore sanitario dell'Asl ci riprovano. Ieri mattina è stata depositata una nuova richiesta al tribunale presieduto da Luisa Balzarotti, lo stesso giudice che fa parte del collegio che sta processando a Milano l'ex direttore sanitario per concorso esterno in associazione mafiosa. All'istanza gli avvocati Oliviero Mazza e Nico D'Ascola hanno allegato la perizia di parte stilata dal medico legale Francesca Melissano e dalla psicoterapeuta Francesca Molina che hanno avuto modo di visitare Chiriaco in carcere a Monza due volte i primi di settembre. Secondo la loro relazione, le condizioni di Chiriaco sarebbero ulteriormente peggiorate rispetto al mese di agosto. E questo anche perché, come sostengono gli avvocati nella richiesta di domiciliari, sarebbe stata disattesa la prescrizione di agosto del perito del tribunale Marco Scaglione di sottoporre Chiriaco, gravemente depresso e dimagrito di oltre 25 chili, a periodiche sedute da uno specialista, interno o esterno al carcere. La terapia era stata posta come condizione per potere ancora restare in carcere: Si ritiene che le attuali condizioni di Chiriaco non siano tali da controindicarne in assoluto la prosecuzione del regime carcerario – si legge nella relazione del perito –. Tuttavia da segnalare con forza l'importanza che preso in carico da uno specialista. Invece la cartella clinica di Chiriaco porta come ultima data quella del 2 agosto – dice l'avvocato Mazza –. Da quel momento non ha più ricevuto visite. La nostra istanza si basa proprio su questa mancanza. Chiediamo che il tribunale prenda atto che non è possibile curare Chiriaco in carcere, non solo in astratto ma neppure in concreto. Non è stato fatto nulla e nel frattempo Chiriaco si è aggravato. Il problema principale resta la depressione, che è causa anche del dimagrimento. Che, a sua volta, provoca altre patologie. Un circolo vizioso che si traduce nel rischio, come dicono i medici, di un arresto cardiaco. A battersi per la concessione dei domiciliari a Chiriaco sono anche i firmatari dell'appello "Restiamo umani" lanciato da Giovanni Giovannetti, che sta raccogliendo ogni giorno nuove adesioni. Non tutti però condividono lo spirito e il contenuto della petizione. Il caso-Chiriaco divide e fa discutere: sul sito della Provincia pavese continuano a intrecciarsi i commenti di chi critica l'appello (Chiriaco si faccia processare e paghi per le sue malefatte) e di chi invece si dichiara favorevole alla sua scarcerazione: Il fatto che Chiriaco sia probabilmente colpevole, non significa che non debba ricevere cure se ne ha bisogno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA