Brughiera, sfuma il sogno della multisala
di Denis Artioli wVIGEVANO Via libera della maggioranza Lega Nord-Polo Laico alla vendita dell'area della Brughiera (piazzale Longo), ma con una sorpresa: sparisce l'obbligo di costruire il cinema multisala che era uno degli elementi di maggior interesse per la città. Se chi si aggiudicherà il terreno, valutato 5.915.000 euro, vorrà costruire la multisala, avrà al limite qualche punto in più nella graduatoria per l'assegnazione. Una brutta novità, comunque, per i vigevanesi: in una città che offre già poco per il tempo libero ai giovani e alle famiglie, e che non ha neanche un cinema (se si esclude l'Odeon che, però, non ha la programmazione che può avere una multisala), resta la prospettiva di dover ancora andare a Parona per molti anni a guardare i film freschi di uscita. La proposta di delibera arrivata in consiglio comunale, l'altra sera, prevedeva per il progetto un mix di funzioni, tra le quali dovrà obbligatoriamente essere prevista una multisala cinematografica e almeno una struttura destinata al tempo libero per i giovani, oltre che volumi destinati al commercio e al terziario avanzato. Il capogruppo della Lega, Barbara Robecchi, ha però presentato un emendamento che ha stravolto la delibera, proprio nel passaggio più interessante. La correzione, molto più generica, prevede il mix di funzioni che saranno destinate al direzionale, commerciale e al terziario avanzato, con l'obiettivo che la zona possa rappresentare un punto di riferimento qualitativamente elevato e che ci si possano insediare funzioni ora non presenti in città. L'emendamento prevede anche che siano inseriti servizi di pubblica utilità nel quartiere e che sia indicato il numero degli addetti previsti per le attività economiche che si insedieranno nell'area. La scelta della maggioranza che governa la città non è piaciuta al Pd, a Civiltà vigevanese al Pdl che hanno votato contro. Il consigliere del Pdl, Alberto Cavarsaschi, ha spiegato che il gruppo consiliare era intenzionato a votare a favore della delibera, ma ha deciso invece di schierarsi contro, dopo la scomparsa dell'obbligo di costruzione della multisala. La creazione della multisala e dello spazio per i giovani – ha sottolineato Cavarsaschi – erano punti qualificanti di questa operazione. L'emendamento presentato dal consigliere Robecchi ci lascia perplessi e il nostro parere sul provvedimento cambia. L'ex-assessore all'urbanistica, Giuseppe Giargiana, ha evidenziato che sarà un problema per le famiglie continuare a portare i ragazzi fuori Vigevano a vedere un film. Anche Barbara Verza, capogruppo del Pd, e Carlo Pizzi (Civiltà vigevanese) hanno chiesto le ragioni di questo cambiamento. L'assessore all'urbanistica, Luigi Grechi, ha replicato che porre l'obbligo della costruzione di una multisala è troppo vincolante per il bando. Daremo un punteggio a chi la prevederà. I tempi sono stretti, ha aggiunto più tardi l'assessore, e il Comune spera di vendere al più presto l'area per incamerare entro fine anno almeno la metà dei soldi, per salvare il bilancio. La giunta comunale spera anche di poter vendere al più presto Palazzo Riberia (che ha 25 alloggi popolari) e il condominio di via Manara Negrone (16 alloggi popolari) per comprare, con il ricavato, una palazzina costruita, ma invenduta, da destinare a edilizia economica residenziale. Silvano Migliavacca (Civiltà vigevanese) si è detto contrario alla vendita del Riberia: Cedete per 1.600 euro al metro quando un palazzo di 400 anni, in pieno centro. Sarà un affare per chi lo compra.