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pavia Ai "pavesi birichini" non va mai bene niente nMi permetto di inviare queste poche righe in risposta alla lettera pubblicata ieri, a firma di Carlo Torti, in cui nel finale si fa riferimento (con un pizzico di ironia) alla sponsorizzazione del restauro della Minerva. Ecco la risposta, dal punto di vista del pavese e dell'imprenditore, e non certo da esperto o tecnico di restauri. Quando la GDL (società di restauri), dopo aver avuto il benestare dal Comune, ci ha illustrato e proposto di finanziare il restauro della Minerva sottoforma di sponsorizzazione, abbiamo accettato pensando essenzialmente a un interesse civico e a quel legame che, da sempre, ci lega alla nostra città. Come mera "sponsorizzazione commerciale" infatti – lo dico da imprenditore – sarebbe stato per la nostra Azienda sicuramente più utile e redditizia una presenza pubblicitaria non in Pavia, dove non abbiamo interesse ad affermare il nostro marchio ormai noto! Il doppio legame poi con Banca Popolare Commercio Industria (anch'essa legata a Pavia e anch'essa con le nostre stesse priorità pubblicitarie non prettamente pavesi) ci ha convinto ancor di più di questa operazione "istituzionalmente" meritevole. Molti pavesi ci hanno ringraziato per questa iniziativa... ma si sa, c'è sempre qualche "pavese birichino" a cui non va mai bene niente! Mi auguro, rispondendo al lettore, che ci siano tanti "pavesi birichini" che, magari insieme, possano finanziare di tasca loro altri restauri meritevoli come appunto San Michele o il Castello. Riccardo Ravizza Pellicceria Annabella SpA tagli La protesta dei sindaci ha la mia solidarietà nLeggo sulla Provincia Pavese dell'attiva partecipazione allo sciopero indetto dall'Anci da parte dei sindaci di Siziano, Massimiliano Brambilla, e di Landriano, Roberto Aguzzi. Uno sciopero per protestare contro i nuovi tagli introdotti dalla nuova manovra del Governo. Mi auguro che altri vogliano seguire il loro esempio. I sindaci hanno tutta la mia solidarietà e comprensione. Hanno pienamente ragione a lamentarsi.Questa è una manovra che penalizza, anzi strozza gli enti locali, incidendo nella carne viva dei bilanci comunali e provinciali. I tagli, che si aggiungono a quelli della manovra di luglio che si aggiungono a quella dell'autunno scorso, sicuramente si trasformeranno o in meno servizi ai cittadini (parlo di servizi essenziali) oppure in aumento delle tariffe. O entrambe le cose addirittura. Non lo dico solo io, dai banchi dell'opposizione: lo dicono il sindaco leghista di Varese, Fontana, lo dice il sindaco di Roma del Pdl Alemanno, lo dice nientemeno che Formigoni (lui addirittura ha parlato di aumento dei biglietti del trasporto pubblico per far fronte ai tagli). Una manovra che ha voluto eludere sia il principio di equità (paghi chi ha di più e paghi chi non ha mai pagato) sia il rilancio della crescita. Una manovra invece iniqua, che ancora una volta ricade pesantemente sulle spalle dei soliti, siano essi dipendenti pubblici o pensionati. Una manovra senza visione. C'erano alternative? Noi del Partito Democratico in Parlamento le abbiamo proposte: ritassare i capitali rientrati con lo scudo e "condonati" troppo benevolmente; introdurre una tassa sulle rendite di capitale; introdurre (oddio, sembra un tabù in Italia) una tassa patrimoniale. Evidentemente il cuore di Berlusconi gronda sangue se costretto a mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma solo per alcune tasche e da un certo reddito in su. on. Angelo Zucchi sanità Che fatica prenotare un'ecografia a Pavia nDa 3 giorni, componendo i numeri telefonici del CUP San Matteo, sto provando a prenotare una visita per una ecografia materna. Durante queste telefonate (2 numeri telefonici da comporre dalle 8 alle 15.45 come da indicazioni del sito web San Matteo) mi viene puntualmente risposto dal risponditore automatico di "provare a ritelefonare più tardi in quanto gli operatori sono momentaneamente impegnati". Questo accade telefonando a entrambi i numeri alle ore 9, 9.15, 10.15, 11.30, 15, da lunedi a ieri. Tre giorni di telefonate a vuoto. Mi domando tra quanti giorni e dopo quante telefonate riuscirò a fare la mia prenotazione - senza contare il tempo perso sul lavoro - e quanti soldi dovrò spendere ancora per ascoltare un risponditore automatico che dopo 2 minuti termina la telefonata per assenza di personale. Trovo tutto ciò allucinante: se questa è la nomea, la fama e la gloria del nostro beneamato policlinico di Pavia, posso partorire senza avere alcuna assistenza medico-sanitaria Valeria Rossi referendum Anche Futuro e Libertà contro il "porcellum" nFuturo e Libertà della provincia di Pavia sosterrà convintamente la raccolta di firme per il referendum per cancellare l'attuale legge elettorale nota come porcellum. Anche il Presidente Fini ha manifestato l'intenzione di firmare per cancellare una legge elettorale inadeguata. E' noto infatti che l'attuale legge, cancellando il voto di preferenza, ha tolto ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti che invece sono di fatto nominati dai vertici dei partiti. La via del referendum è la sola rimasta per smuovere una classe politica inerte che ha dimostrato chiaramente una scarsa propensione alle riforme ed è incapace di superare una legge elettorale perversa, avversata da tutti e votata alcuni anni fa a colpi di maggioranza in un clima di emergenza. Si tratta anche di restituire dignità alla politica attribuendo ai cittadini il potere di scegliere persone che vivono sul territorio, che siano rappresentative di una esperienza culturale e politica e che non siano invece nominate solo per logiche di potere, interessi economici o ristrette amicizie personali, inevitabilmente succubi delle oligarchie di partito. Nei prossimi giorni Fli organizzerà banchetti per la raccolta delle firme in tutta la provincia di Pavia (anche se è possibile andare a firmare in ciascuna sede comunale) con la consapevolezza che si tratta di una battaglia per la rinascita della democrazia rappresentativa. Francesco Adenti coordinatore provinciale Fli voghera Cosa ha fatto il Comune per lo stadio e la Voghe nVorrei chiudere definitivamente la polemica, che rischia di diventare stucchevole, facendo alcune precisazioni riguardo le espressioni, anche offensive, rivolte alla mia persona da parte del dg del Voghera calcio. 1) Non è stato sicuramente colpa dell'amministrazione comunale se la vecchia dirigenza ha lasciato la società in cattive acque, come viceversa non è da ascrivere alla stessa se quella attuale è da prendere ad esempio gestionale positivo. Onore al merito. 2) A fronte di un contributo economico comunale, l'associazione Voghera calcio gestisce lo stadio di proprietà comunale avendo a carico le spese delle utenze e dell'ordinaria manutenzione. Di quella straordinaria si occupa l'ufficio lavori pubblici e patrimonio e non l'ufficio sport. 3) La passata amministrazione Torriani dal 2004 al 2010 si è fatta carico di circa 400mila euro di lavori allo stadio comunale (sostituzione torri-faro, parte della recinzione, impermeabilizzazione tribuna e sistemazione manto erboso nel 2007 per 32mila euro). 4) Mi stupisco che i nuovi dirigenti non siano a conoscenza della storia della società . Bastava consultare gli annali che, se ben ricordo, fino a poco tempo fa erano collocati negli scaffali della sede. Maurizio Schiavi ex assessore Voghera ponte della gerola Qui solo il provvisorio diventa definitivo nDopo aver letto due lettere sul Ponte della Gerola provo a dire la mia. Non uso il condizionale, elenco fatti. Per quasi 30 anni ho avuto l'azienda a Sannazzaro de' Burgondi, ricordo le chiusure, di cui una semestrale con tempi lunghi e giri costosissimi per gli automezzi. Ricordo gli esperimenti: via il porfido vai con l'asfalto, via l'asfalto vai con le griglie metalliche, via le griglie e torniamo al porfido.Una targa di marmo bianca ricorda la riapertura e l'inaugurazione. Manca la data che metto io: sabato 20 maggio 2000. Il lunedì 22 maggio (due giorni dopo) verso la fine del ponte, a destra, direzione Gerola, era in parte transennato per restauri. Sfido chiunque a smentirmi. L'episodio mi è chiaro come il sole perchè coincise con la morte di mio padre avvenuta a Tortona. Domanda: chi ha fatto i lavori come li ha fatti? Chi doveva controllare come ha controllato? Il ponte sul Po alla Gerola ha quasi cento anni ed è al centro del quadrilatero più laborioso d'Italia e d'Europa: Milano, Genova, Torino, Piacenza. Sta vicino a una raffineria enorme e in espansione, sopporta quotidianamente centinaia e centinaia di autocarri. La soluzione è un ponte nuovo, e se non fu fatto quando c'erano i soldi figuriamoci ora. La morale resta sempre la stessa: il nostro è un Paese dove solo il provvisorio diventa definitivo. Remo Torti