Un errore nella miscela di polveri
ARPINO (FR) Forse un errore nella miscelazione delle polveri. Potrebbe essere questa la strada investigativa intrapresa da chi si occupa di trovare un perché alla tragedia che lunedì ha investito una fabbrica di fuochi d'artificio vicino Frosinone. Si indaga senza sosta per capire e ricostruire quanto accaduto nella fabbrica Cancelli di Arpino, distrutta da una violenta esplosione che ha causato sei morti: il titolare Claudio Cancelli, 75 anni, i figli Gianni e Giuseppe (42 e 45), e tre operai, Franco Lorini (38), Enrico Battista e Giulio Campoli. A coordinare le indagini dei carabinieri del colonnello Antonio Menga è il sostituto procuratore di Cassino Francesco Cerullo. L'ipotesi più probabile è che ci sia stato un errore nella miscelazione delle polveri. Uno sbaglio fatale, che ha provocato la violenta esplosione. Ieri, in via Sant'Altissimo, dove è situata la fabbrica posto sotto sequestro, sono arrivati anche i carabinieri del Noe di Roma e gli artificieri, che hanno cominciato le operazioni di bonifica nella zona per rimuovere tutto il materiale rimasto inesploso. Le salme delle vittime sono state trasferite all'obitorio di Cassino dove sarà eseguita l'autopsia. Poi i feretri verranno portati a Sora in attesa di celebrare i funerali, che potrebbero svolgersi entro un paio di giorni. Intanto non si placano le polemiche sulla sicurezza: il senatore del Pd Paolo Nerozzi ha chiesto al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi di riferire in aula al Senato sull'accaduto, mentre il segretario regionale dell'Idv, Vincenzo Maruccio, invita a riflettere sulle misure di sicurezza da far rispettare sui luoghi di lavoro specie quelli a più alto rischio.