Confesercenti: nel 2012 consumi dimezzati

All'orizzonte del 2012 la ripresa non si vede mentre si profila il dimezzamento dei consumi delle famiglie passando dal +0,6% di quest'anno a +0,3% e dell'export a +2% (dall'attuale +4%). Con un Pil rivisto al ribasso che faticherà ad arrivare allo 0,4%, lontano dalle previsioni più ottimistiche del governo. È una radiografia impietosa quella che emerge dal rapporto Confesercenti-Ref, tale da definire l'anno che verrà come quello della "non-ripresa". Ripresa che si potrebbe intravvedere non prima del 2015. Un'economia ferma o quasi che impone scelte rapide e decise soprattutto sul versante della spesa secondo il presidente della Confesercenti Marco Venturi, che auspica quanto prima un patto nazionale per ridurre l'esplosiva pressione fiscale e per una riforma definitiva delle pensioni. E invece ciò che si preannuncia sono politiche fiscali di segno restrittivo su una situazione di crescita già fragile, compromettendo ulteriormente il tessuto produttivo, la potenzialità di sviluppo del sistema e quindi, la capacità di servire uno stock di debito di dimensioni elevate come quello italiano. Non bastano quindi deboli segnali positivi sulla disoccupazione mentre l'enorme debito pubblico che quest'anno toccherà il 120,5% dovrebbe ridiscendere al 119,8%. Alla luce della manovra, il Ref calcola una crescita del Pil quest'anno dello 0,7%, ma dello 0,4% nel 2012.