Lecite le 10 domande al Cavaliere
ROMA Le dieci domande de La Repubblica a Silvio Berlusconi erano legittime: per questo il giudice Angela Salvio, della sezione civile del Tribunale di Roma, ha bocciato la richiesta di risarcimento danni chiesta dal premier. Si tratta delle nuove dieci domande, contenute in un articolo di Giuseppe D'Avanzo il 26 giugno 2009 sull'intreccio politico-giudiziario dei casi di Noemi Letizia e Patrizia D'Addario. Per il giudice, come riportava ieri La Repubblica, furono un legittimo esercizio del diritto di critica e la lecita manifestazione della libertà di pensiero e di opinione garantita dall'articolo 21 della Costituzione. Secondo il giudice in un paese democratico costituisce un diritto-dovere della stampa chiedere conto e ragione dei comportamenti a chi ricopre cariche politiche ed esercita il potere di governo, per soddisfare l'interesse pubblico della formazione del giudizio complessivo di valore sulla persona che occupa posizioni di vertice, non solo sull'attività pubblica svolta, ma con riferimento al patrimonio etico e alla coerenza dei comportamenti. A rinforzare questa posizione, per la Salvio anche il fatto che le domande giungessero a conclusione di un articolo di D'Avanzo che conteneva la ricostruzione analitica degli accadimenti che si erano succeduti in un brevissimo lasso di tempo, che erano ben conosciuti e facevano parte della memoria storica recente dei lettori. Le domande di D'Avanzo quindi erano poste in maniera civile, garbata e misurata, senza allusioni o insinuazioni malevoli.