Treni dimezzati, pendolari furiosi
PAVIA Se i tagli della manovra dovessero essere confermati, un treno su due non potrà più circolare in Lombardia ha annunciato Giuseppe Biesuz, ad di Trenord che gestisce i servizi sui binari della Lombardia. Pendolari in rivolta: Situazione già insostenibile, vogliamo sapere a cosa è servito l'incremento del 23% sui biglietti da febbraio che ha portato in attivo il bilancio di Trenord, spiega la presidente del coordinamento dei comitati pendolari Iolanda Nanni. Che ha chiamato a raccolta i pendolari della Voghera-Pavia-Milano il 23 alle 13.15 a Milano per la class-action contro ferrovie e Regione. Anche Piazza Italia annuncia battaglia: Sarebbe la crisi sicura del trasporto pubblico, già in ginocchio dopo i tagli dei pullman imposti dalla Regione, attacca l'assessore Michele Bozzano che ha chiesto un incontro in Regione. Le corse da Pavia a Milano passerebbero da 48 a 24 . Da 11 a 5 quelle da Pavia a Mortara, 9 verso Vercelli. Istituzioni e azienda si addossano le responsabilità – denuncia Nanni – e alla fine ci rimettono i pendolari. I problemi non sono dovuti solo al calo dei trasferimenti : se ci fosse stata una politica più attenta non saremmo a questo punto. Taglio di corse e aumenti significa spingere i 13mila pendolari all'automobile. E più code, più inquinamento. Tanto più se con la scusa dei mancati trasferimenti Trenord non rispetterà l'appuntamento di dicembre con la linea suburbana Pavia-Milano, che aveva promesso corse ogni mezz'ora nelle ore di punta. E intanto a Voghera i pendolari insorgono: Su ogni treno la mattina siamo ammassati in 500 – spiega il portavoce Serafino Centenaro – Raggruppare due treni in uno significa fare il viaggio in piedi e pagare per un servizio che non c'è più. (a.gh.)