Piazzati 11 miliardi di Bot ma vola lo spread
ROMA Il Tesoro è riuscito ieri a vendere sul mercato tutti gli 11,5 miliardi di euro di Bot in agenda, ma al costo di rendimenti schizzati ai massimi di tre anni nonostante la Bce continui a intervenire per sostenere il debito italiano. In un mercato sotto pressione in attesa dell'asta dei Btp a medio termine prevista oggi, con gli spread volati sopra 380 punti e i credit-default swap su Italia, Grecia e Portogallo a massimi record, l'offerta del Tesoro ha trovato domande da parte degli investitori pari a 18,9 miliardi di euro. Ma per riuscire a vendere i titoli (a sostenere la domanda anche le banche market-maker, che aiutano Via XX Settembre impegnandosi a comprare) l'Italia paga un premio sempre più alto. Il Bot a tre mesi, collocato per quattro miliardi, ha dovuto offrire l' 1,907%, in netto rialzo dall'1,034% dello scorso marzo. Il balzo è ancora più forte per il 12 mesi, venduto per 7,5 miliardi a un tasso del 4,153%, massimo di tre anni, contro il 2,959% dello scorso 10 agosto, data in cui la Bce aveva appena iniziato a comprare i titoli italiani. La fiducia sul prodotto Italia sta scemando, dice Alessandro Tentori, strategist di Bnp Paribas. Il mercato si chiede dove sarebbero i rendimenti senza l'intervento delle banche centrali sui Btp. L'asta è stata pagata parecchio, l'Italia per emettere ha dovuto pagare un premio piuttosto alto, conferma Chiara Cremonesi di Unicredit. Il problema si presenta in vista di un autunno impegnativo dal punto di vista del finanziamento: l'Italia da qui a fine anno deve vendere circa 67 miliardi di Btp, Cct e Ctz (senza contare quindi i Bot). Alessandro Giansanti, di Ing, dice che la tendenza attuale dei tassi è difficile da sostenere nei prossimi collocamenti. In compenso, il conto "cash" del Tesoro è più che sufficiente a coprire eventuali sorprese negative: alcune fonti di mercato quantificano la disponibilità in circa 46 miliardi, pari all'intero ammontare di titoli da rifinanziare a settembre. La tensione, però, resta alta: oggi il ministero dell'Economia torna sul mercato con l'obiettivo di vendere fra i cinque e i sette miliardi del nuovo Btp a cinque anni e di tre altri titoli non più in corso d'emissione. Giovedì tocca alla Spagna. In questo clima d'incertezza i Btp decennali ieri pagavano il 5,508% con uno spread balzato oltre quota 380, mentre per la prima volta i contratti "cds" con cui si misura il rischio-default toccano per l'Italia i 505 punti, un massimo storico.