Salta in aria fabbrica di fuochi, 6 i morti

di Annalisa D'Aprile wINVIATA A ARPINO (FR) Un inferno di fuoco. Nessuno saprà come è successo, perché sono morti tutti. E' un vigile del fuoco a pronunciare queste parole scendendo dalla collina su cui sorge la fabbrica di fuochi di artificio Cancelli. O meglio quello che rimane dopo l'esplosione che ieri pomeriggio ha ucciso sei persone e distrutto due dei quattro capannoni. La ditta, con alle spalle una storia di duecento anni, è nascosta in cima alle colline di Arpino, in contrada Carnello, a dieci chilometri dal centro abitato, distante oltre venti chilometri da Sora , nel frusinate. Poco prima delle 15 abbiamo sentito un boato e poi altre due fortissime esplosioni racconta una signora che vive in una casa poco distante dalla fabbrica. A perdere la vita nello scoppio il titolare Claudio Cancelli , 65 anni, i suoi due figli Gino e Giuseppe di 42 e 45 anni, due operai Francesco Lorini, 32 anni e Enrico Battisti di 30, e anche un cliente, Giulio Campoli di 35 anni. Luca Cavi a capo della squadra dei vigili del fuoco intervenuta sul luogo dell'incidente spiega che sarà difficile accertare quello che è successo, abbiamo davanti un lavoro lungo e difficoltoso. Solo intorno alle otto di sera, e a distanza di ore dall'incidente dopo che i soccorsi sono stati impegnati nello spegnimento delle fiamme, le ambulanze hanno iniziato a portare via i corpi o meglio quello che ne è rimasto dopo la violenta esplosione. Sembrava l'inferno, ero in zona quando ho sentito il boato – racconta ancora sotto choc il vicesindaco di Arpino Pierpaolo Gradogna –. Subito dopo si è alzata una nube, sono corso verso la fabbrica, quello che ho visto è raccappricciante. A meno di un chilometro dalla fabbrica medici e operatori del 118 del Lazio hanno allestito una sorta di campo attrezzato di barelle per raccogliere le vittime. Lì vicino, su una sedia era accasciata la signora Eleide, moglie di Claudio. La donna urlava il nome del marito e dei figli: Ora non ho più nessuno gridava. Un destino segnato quello di Claudio Cancelli che nel 1994 è stato l'unico sopravvissuto nell'esplosione di un'altra fabbrica della famiglia, a Balsorano, provincia dell'Aquila. Quella volta erano morti il fratello e due cugini del proprietario dell'azienda. Lui era rimasto sfigurato. La ditta era in regola con i permessi e tutto era a norma, come ha confermato il comandante provinciale dei carabinieri Antonello Menga. Eppure qualcosa ieri non ha funzionato : la prima esplosione ha investito Giulio Campoli che stava caricando dei fuochi d'artificio sul suo furgone, poi una seconda. Devastante. E così ora, dove prima sorgevano due dei quattro capannoni saltati in aria, è rimasto soltanto un cumulo di macerie e una spianata vuota. Poco distante c'è anche un bunker di 4 metri per 4, che può contenere fino a sette tonnellate di esplosivo, quello per fortuna non è stato investito dallo scoppio. Gli incidenti possono accadere perché queste sono fabbriche ad alto rischio, molto spesso l'attività si fa artigianalmente, spiega il capo dei vigili del fuoco, aggiungendo che di solito la causa di questi incidenti è nella miscela contenuta nei fuochi d'artificio. Sul posto, oltre a carabinieri, polizia forestale e vigili del fuoco, c'era anche il presidente della Provincia Antonello Iannarilli, che ha visto quello che è rimasto della fabbrica: Stanno portando via i corpi a pezzi. La dottoressa del 118 scende dalla collina e fatica a trattenere le lacrime: Ho visto corpi smembrati, non so quanto ci vorrà per levarmi dagli occhi quelle immagini. Iannarilli racconta poi che i Cancelli fornivano fuochi d'artificio per tutto il Lazio, Roma compresa. In questi giorni i proprietari dell'azienda fondata nel 1912 stavano preparando i fuochi pirotecnici per la festa di Rocca D'Arce. Per ora l'ipotesi più accreditata è quella dell'incidente ma i carabinieri e il magistrato di Cassino non escludono l'errore umano nella miscelazione dei fuochi. In serata anche il presidente della Repubblica Napolitano ha voluto esprimere il cordoglio ai familiari delle vittime. Messaggi di solidarietà anche da parte dei sindacati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA